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Cultura

Pauline Klein, gioco dei ruoli e reinvenzioni del sé

TEMPI PRESENTI. Una intervista con la scrittrice francese sul suo romanzo «La Figurante», edito in Italia da Carbonio. «Mi interessa il divario tra ciò che mostriamo e ciò che accade realmente nelle nostre singole intimità. Siamo costretti a esprimere il nostro punto di vista, in contesti sociali e politici la cui comprensione è sempre più difficile da cogliere. È anche vero che il dubbio non vende molto»

Un ritratto di Pauline Klein foto © Pascal Ito Flammarion

Un ritratto di Pauline Klein foto © Pascal Ito Flammarion

Suggerisce un mestiere, il titolo di quest’ultimo romanzo della francese Pauline Klein, il cui ruolo sulla scena è di rilievo modesto. Non le si chiede che di essere presente. Ed è proprio in ordine a questa mancanza di voce gridata e di mordente esibito che La Figurante (Carbonio, pp. 145, euro 14) si affaccia nel racconto della storia della sua giovane vita. Fin dalle prime frasi del romanzo, nell’ottima traduzione di Lisa Ginzburg, la narrazione indugia con franchezza severa sullo scialbore della protagonista, che sembra aver perso i suoi colori appena uscita dalla fase della bellezza sgargiante dei bambini. La...

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