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Alias

Pasolini (quasi) da vicino

Ero stato stimolato all'analisi dei film dai saggi di Leo Spitzer ed ero stato introdotto alla semiologia da Galvano Della Volpe e dalla sua Critica del gusto (1960). La lettura di Christian Metz,in particolare del suo saggio Cinéma: langue ou langage? ("Communications, n.4, 1964), mi aveva convinto della possibilità di un'analisi scientifica dei film con i metodi derivati dalla semiologia: un antidoto, per così dire al soggettivismo (alla critica delle "impressioni" per quanto raffinate), che poteva rendere aleatorie certe mie (per quei tempi) azzardate valutazioni; e un complemento se non altro tecnico alle analisi testuali. Ero stato preavvisato da Bernardo...

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