closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Alias Domenica

Paolo D’Angelo, capire cosa ci rende tristi comporta l’essere tristi? Tra il senso e i neuroni

Intervalli filosofici. Un saggio di Paolo D’Angelo indaga «La tirannia delle emozioni», Il Mulino

Serena Vestrucci da «Ritagli di tempo»

Serena Vestrucci da «Ritagli di tempo»

Da tempo il lessico dell’emotività ha sommerso i discorsi sull’esperienza estetica. «Immersività» è il concetto-chiave: le mostre sono «percorsi sensoriali» immersivi; i film sono emozionanti immersioni negli affari dei personaggi; i romanzi sono «potenti» o «commoventi» testi in cui immergersi. La tirannia delle emozioni di Paolo D’Angelo (Il Mulino, pp. 240, € 22,00) limita al campo estetico la propria indagine sull’«emotivismo», sebbene collochi questo sintomo sociale – questo qualcosa che parla per qualcos’altro, questo espediente retorico di silenzi collettivi – in una dimensione più ampia, che interessa anche i dibattiti politici, etici, morali. Perché, si chiede D’Angelo, negli spettatori «l’emulazione...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi