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Politica

Panarari: «I guru del Sì a volte sbagliano. La campagna del No? La fa Renzi»

Intervista. Il docente di comunicazione: gli esperti anglosassoni ci vedono come un paese americanizzato e trascurano il contesto. Il premier torna a personalizzare il referendum, ma non ha altra scelta

«Se voti No» Un’immagine dello strepitoso video-parodia di «Se voti No», lo spot del Sì alla riforma costituzionale. Nei panni della nonnina del Sì c’è Zoro alias Diego Bianchi, autore e conduttore della trasmissione Gazebo (Raitre)

«Se voti No» Un’immagine dello strepitoso video-parodia di «Se voti No», lo spot del Sì alla riforma costituzionale. Nei panni della nonnina del Sì c’è Zoro alias Diego Bianchi, autore e conduttore della trasmissione Gazebo (Raitre)

È la campagna più lunga della Repubblica, quella del referendum costituzionale, da maggio a dicembre, per Massimiliano Panarari, esperto di berlusconismo e della sua «egemonia sottoculturale», il titolo di un suo saggio. Per il professore di comunicazione politica all’Università Luiss di Roma (in un corso su «Campaigning e organizzazione del consenso») si tratta di «un caso all’americana di ’permanent campaigning’ sovraccaricato di elementi che poco hanno a che fare con il quesito. Perché per entrambi i competitor è la madre di tutte le battaglie». Renzi sta davvero ’spersonalizzando’ il referendum? Ha iniziato personalizzandolo, poi ha cercato di spersonalizzarlo. Ma l’operazione...

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