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Ora per l’Italia non ci sono più scuse

Giulio Regeni. Sull’assassinio del ricercatore l’Italia è a un bivio. La verità ci è stata sbattuta in faccia dai procuratori di Roma con un quadro probatorio e di ambiente che lascia pochi dubbi

Manifestazione per Giulio Regeni

Manifestazione per Giulio Regeni

Adesso tutti sappiamo, tutti siamo entrati con il racconto dei giudici nella stanza n. 13 della Sicurezza Nazionale egiziana dove Giulio Regeni è stato incatenato, seviziato, torturato e ucciso. Abbiamo i nomi dei responsabili: ce li ha detti pubblicamente davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta l’indagine del procuratore Michele Prestipino e del sostituto Sergio Colaiocco. Nei loro confronti, definiti «irreperibili« perché le autorità egiziane ne hanno sempre nascosto gli indirizzi, ci sono «elementi di prova univoci e significativi». Nonostante l’omertà mafiosa del regime egiziano e del generale Al Sisi la giustizia italiana è andata avanti e ha trovato prove e testimonianze:...

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