closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Alias Domenica

Onetti, sordidi universi urbani abitati da rinunce crudeli

Scrittori uruguaiani. Con due titoli, «La vita breve» e «Il cantiere», parte il progetto di Sur, che ritraduce l’opera di Juan Carlos Onetti, riscattando l’allucinata grandezza della sua prosa dalle approssimazioni degli anni Sessanta

Pedro Figari, «Il patio», 1935

Pedro Figari, «Il patio», 1935

La compattezza interna al corpus delle opere di Juan Carlos Onetti deriva dal ruotare quasi totalmente intorno alla immaginaria città di Santa María, che è stata paragonata dalla critica alla Yoknapatawpha County di Faulkner, alla Comala di Rulfo o a Macondo di García Márquez, pur distinguendosi abbastanza da quelle geografie illusorie. Proprio questa coerenza dà senso alla scelta dell’editore Sur, che dedica allo scrittore uruguayano uno specifico progetto, di cui vengono ora pubblicati i primi due titoli – La vita breve (traduzione di Gina Maneri e postfazione di Sandro Veronesi, pp. 395, € 18.00) e Il cantiere (traduzione di Ilide...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi