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Omicidio stradale, effetti perversi

Fuoriluogo. Crescono i dubbi sulla sua costituzionalità, a causa della gravità delle pene. Con un groviglio di complicazioni che favorisce chi ha i mezzi per permettersi una difesa costosa

La legge sull’omicidio stradale si sta rivelando una patata assai più bollente rispetto alle pessimistiche previsioni iniziali. Crescono i dubbi sulla sua costituzionalità, a causa della gravità delle pene - sino a 18 anni di carcere in caso di incidente mortale dopo assunzione di alcol o droga - rispetto a quelle previste per altri reati colposi con conseguenze altrettanto o addirittura più gravi. Il tribunale di Padova, è vero, ha ribadito che è intoccabile la discrezionalità del legislatore (anche quando di fatto sfocia nel populismo penale?), respingendo l’istanza della difesa di un’imputata di rinvio alla Consulta basata sul trattamento «ingiusto...

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