closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Cultura

Odessa, se la crisi della democrazia è riflessa sull’acqua

Intervista. Gian Maria Tosatti parla del suo progetto «Il mio cuore è vuoto come uno specchio». «Le opere che realizzo spesso vengono disperse in una città, senza che nessuno lo sappia, senza che vi sia alcuna indicazione. Le si attraversa come qualsiasi altra esperienza della giornata»

Gian Maria Tosatti, «Episodio Odessa», dal progetto «Il mio cuore è vuoto come uno specchio»

Gian Maria Tosatti, «Episodio Odessa», dal progetto «Il mio cuore è vuoto come uno specchio»

In Come diventare un artista, Jerry Saltz scrive che è necessario illudersi di esserlo, vivendo tutte le notti e tutti i giorni con demoni che ti dicono «che sei un impostore, che non hai idea di quello che stai facendo». Se chiediamo a Gian Maria Tosatti (Roma, 1980), in margine al suo Episodio di Odessa, presso il Sanatorio sulle acque del lago salato di Kuyalnyk (episodio che insieme a quello di Istanbul, a maggio, costituisce il «Dittico del Trauma»), cosa significhi per lui essere un artista, risponde così: «Sinceramente, non ho mai problematizzato la questione dell’essere artista. Faccio semplicemente il...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi