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Politica

Obbligo di vaccini, la finta quiete dopo la tempesta

La questione spinosa. Draghi senza più scettro abbassa i toni in vista del voto sul Quirinale

Se non tutti contenti, nessuno scontento. Salvini, che dell'obbligo vaccinale per gli ultracinquantenni non può neppure fingersi soddisfatto, parla d'altro, di nucleare da rispolverare. Quanto alla ferita aperta, rinvia a Giorgetti: «È lui che si occupa del governo». Formula da cui traspare tutta la disaffezione del leghista nei confronti di un esecutivo che non vede l’ora di lasciare. I 5S, che ancora dopo la riunione della cabina di regia, mercoledì, di obbligo nemmeno volevano sentir parlare oggi plaudono. I deputati almeno, perché i senatori, molto più riottosi, sono più laconici. Anzi muti. Letta incassa: «Scelta coraggiosa, importante». Lui avrebbe preferito...

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