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Editoriale

O l’Europa o la Nato

«La maggioranza dei membri della Commissione Ue non capisce nulla di questioni mondiali. Vedi il tentativo di far entrare nella Ue l’Ucraina. È megalomania… hanno posto a Kiev la scelta o Ue o Est…ci vuole una rivolta del Parlamento europeo contro gli eurocrati di Bruxelles, così si rischia la terza guerra mondiale»: (prima di quelle di Bergoglio) sono le parole allarmate dell’ex cancelliere tedesco Schmidt in un’intervista alla Bild di tre mesi fa che non parla ancora di ingresso esplosivo di Kiev. Pericolo sul quale, con tentativo non riuscito di influenzare le scelte di Obama che invece rilancia il riarmo atlantico sulla base del presunto sconfinamento-invasione russa dell’Ucraina, si sono pronunciati gli ex segretari di Stato Usa Kissinger e Brzezinski e perfino l’ex capo del Pentagono dell’amministrazione Obama, Robert Gates che nel suo libro di memorie ha scritto: «L’allargamento così rapido della Nato a est è un errore e serve solo ad umiliare la Russia, fino a provocare una guerra». Non è servito a nulla a quanto pare.

Lamentano i governi europei che è in gioco l’unità territoriale dell’Ucraina e Federica Mogherini, Mrs Pesc in pectore davanti al Parlamento europeo, per farsi perdonare di essere considerata filorussa dati gli interessi dell’Eni, ha la faccia tosta di accusare: «È colpa di Putin». Se gli stava veramente a cuore l’unità territoriale dell’Ucraina, perché i governi europei insieme alla Nato e agli Usa con tanto di capo della Cia John Brennan, senatori repubblicani guidati da McCain e segretario di stato Kerry tutti su quella piazza, hanno alimentato e sostenuto dalla fine del 2013 fino al maggio 2014 la rivolta, spesso violenta e di estrema destra, di Piazza Majdan che ha rimesso di fatto in discussione l’unità territoriale del Paese. Mentre l’ambasciatrice Usa mandava affan… l’Europa. Era colpa di Putin anche la rivolta di piazza Majdan? Magari perché aveva soccorso, pronta cassa, le richieste di Kiev quando l’Ue se ne lavava le mani in preda alla sua crisi?

E come dimenticare che quella rivolta è stata nazionalista ucraina e antirussa, non solo anti-Putin, ma contraria ai diritti delle popolazioni dell’est che avevano sostenuto ed eletto Yanukovitch – certo corrotto, ma non meno dell’attuale Poroshenko e del premier dimissionario Yatsenyuk. La rivolta di Majdan è stata nazionalista antirussa, contro gli interessi politici e sociali delle popolazioni dell’est, di lingua russa all’80%, quando non proprio russe e comunque filorusse, legate alla Russia per appartenenze storiche, religiose e culturali e per legame economico imprescindibile e complementare alla propria sopravvivenza, tutt’altro che garantita dall’associazione delle regioni dell’ovest all’Ue.

È lì, in quel sostegno strumentale e ideologico, come se fosse un nuovo ’89, dato dall’Occidente europeo ed americano che si è consumata l’unità dell’Ucraina che a quel punto si è associata all’Ue solo a metà.
Ora accade che il governo di Kiev dimissionato pochi giorni fa dal presidente Poroshenko annunci, di fronte alla presunta invasione – è il quarto allarme in due mesi – la richiesta di adesione all’Alleanza atlantica. «Il governo ha sottoposto al parlamento un progetto di legge per annullare lo status fuori dei blocchi dell’Ucraina e tornare sulla via dell’adesione alla Nato» ha dichiarato quasi in fuga il premier uscente, già leader di Majdan, Yatseniuk. E subito il segretario della Nato Ander Fogh Rasmussen, ha ammiccato: «Ogni paese ha diritto di scegliere da sé le proprie alleanze». Tanto più che la decisione sembra andare incontro alle ultime parole di Obama che, ormai incapace di uscire dal «militarismo umanitario» degli Stati uniti, sciorina per fermare l’orso russo (quel Putin che gli ha impedito di impelagarsi ancora di più nella guerra in Siria) la «nuova» agenda del riarmo americano e Nato nell’Europa dell’est, dalla Polonia, ai Paesi baltici – andrà in Estonia per questo domani – e alle finora neutrali Finlandia e Svezia.

Altro che nuova agenda: è la scellerata strategia della Nato in atto da più di venti anni a partire dalle guerre nei Balcani, con relativa redistribuzione di costi per la difesa sullo scacchiere europeo, tra gli stessi paesi ora alle prese con la lacerante crisi economica. Una strategia che in questi venti anni ha visto l’ingresso di tutti i paesi dell’ex Patto di Varsavia nella Nato, con missioni in guerre alleate, a partire dall’ex Jugoslavia (dove, a specchio capovolto della storia, i raid Nato hanno aiutato i ribelli dell’Uck – criminali, dice ora l’indagine della stessa commissione Ue Eulex – ad ottenere l’indipendenza) e ancora tante basi, strutture d’intelligence, siti missilistici, ogive nucleari, scudi spaziali tutti quanti ai confini russi.

Senza l’allargamento a est della Nato non ci troveremmo sull’orlo di un conflitto spaventoso in Ucraina, né ci sarebbe stata la sceneggiata arrogante di una leadership di oligarchi voltagabbana che ha destabilizzato l’Ucraina con la violenza della piazza «buona» perché sedicente filoeuropea, e che ora cavalca la repressione sanguinosa della piazza «cattiva» perché filorussa. Senza la Nato esisterebbero una politica estera e di difesa dell’Ue. Intanto in queste ore nell’est ucraino si combatte, Kiev è all’offensiva. Secondo l’Onu i morti, tanti i civili, in quattro mesi sono più di 2.600.

Se dal vertice Nato che si apre domani a Cardiff, in Galles, arrivasse un sì alla richiesta incendiaria di Kiev e se si avvia, come accade, lo schieramento di forze militari Nato in dichiarate esercitazioni anti-Russia o ai confini russi, come ha chiesto l’irresponsabile Cameron, è l’inizio della fine. Cioè la separazione delle regioni dell’est con l’intervento, stavolta vero, della Russia nella guerra, a quel punto motivata a difendere dalle truppe occidentali le popolazioni russo-ucraine, lo status proclamato dagli insorti filo-russi ma anche lo stesso territorio russo. Quando invece è chiaro che l’Ucraina resterà unita finché non apparterrà ad alcun blocco militare e se ci sarà un tavolo negoziale per una federalizzazione del paese capace di garantire l’autonomia sostanziale dell’est. È quello che chiede anche Putin quando dichiara: «Devono essere immediatamente avviati negoziati sostanziali non su questioni tecniche, ma sull’organizzazione politica della società e sul sistema statale nel sud-est dell’Ucraina allo scopo di garantire incondizionatamente gli interessi delle persone che vivono lì», ma le sue parole sono tradotte in modo propagandistico dai media velinari: «Voglio uno Stato nell’est».

È la stessa richiesta che formula, inascoltato, sul Corriere della Sera, Sergio Romano, tra i pochi ad intendersi di Russia. Federale e neutrale sono le due parole chiave garanzia di pace anche per l’Ue, e certo non aiuta l’elezione a presidente dell’Unione del polacco Tusk, leader della Polonia che vanta un contenzioso storico su una parte della terra ucraina considerata ancora «polacca».

Altrimenti sarà, e non a pezzetti, la terza guerra mondiale in piena Europa. E siamo a cento anni fa. È il nuovo che avanza, la «nuova generazione» alla guida europea tanto cara a Renzi. Ora la Mrs Pesc Mogherini, anche se è stata commissariata da un vice-Pesc tedesco, ha l’occasione di dimostrarsi per una volta europea e non schiacciata sull’Alleanza atlantica e sugli Stati uniti. Qualcosa ci dice che non saremo ascoltati.

  • Max lo scettico

    Passo-dopo-passo, quando l’orbo guida il cieco…..
    Tutti sanno come va a finire.
    C’è un bel quadro di Brueguel, a Napoli, che mi sembra un’ottima allegoria di quanto sta succedendo.
    Qual è l’entità del pericolo, i vecchi come Schmidt (ma anche la banda di gangsters in pensione capeggiata da Kissinger) l’hanno capita.
    Ma il nuovo che avanza imperiosamente non sa che farsene di questi gufi.

  • Riccardo

    No, non saremo ascoltati, purtroppo, caro Tommaso. L’Europa è schiacciata sulle strategie NATO. Appoggio la Russia, naturalmente, e chiunque si opponga all’espansionismo degli USA. Per quanto riguarda l’italietta, cosa aspettarsi da un primo ministro (e dalla Mogherini) che dice di ispirarsi a Kennedy e agli USA? Da un’italia che ha partecipato con entusiasmo alle guerre cui è stata chiamata a partecipare, e si sta preparando a farne altre? Contare sulla Mogherini? Sarebbe sciocco solo pensarlo. Bene hai fatto a ricordare il polacco Tusk… i prodromi della guerra…

  • Antoinette

    – Appena annunciata -da parte di Kiev- un accordo Poroshenko-Putin per un cessate il fuoco di lungo termine. Vedremmo.
    – Non mi risulta che la “piazza” di Majdan chiedesse l’ingresso nella NATO ma nella UE. Per il quale avevano -a maggioranza- votato. Che poi lo chiedano oggi, credo che sia comprensibile, anche se -probabilmente – sbagliato. Come era comprensibile che i siriani che manifestarono per lunghi mesi pacificamente contro Assad lo chiedessero….
    – Chi ha impedito di costruire in Europa un vasto movimento dal basso per l’uscita dalla NATO e per una politica estera e difensiva autonoma? Tra il “non nel mio cortile”, il pacifismo “totale” e chi vuole uscire dall’UE e dunque chi se ne frega. siamo stati incapaci di farlo.
    – Che gli Usa facciano i propri interessi è scontato, ma non lo fà anche la Russia, con Putin che parla a nome dei “ribelli”?
    – Dobbiamo per forza stare da una parte o dall’altra? Come Comitato di sostegno al popolo siriano abbiamo a lungo sognato una catena umana dall’ambasciata
    americana a quella russa disegnando una scia di sangue e cadaveri, ma realiscitamente non ne avevamo le forze…. Ma oogi? (P:S:; e per piacere senza fascisiti e rossobruni…)

  • WalterD

    Che la confusione NATO – EU non aiuti nessuno e’ abbastanza chiaro, ma non c’e’ alternativa concreta possible al momento. La Russia ha avuto l’occasione di poter riscrivere i termini dell’alleanza ma non ha avuto la leadership adatta per fare cio’. Non dimentichiamoci che Putin non e’ uscito dal convento dele Orsoline, ma dalla scuola del KGB, e’ un bel fdp, degno successore di quell’ubriacone di Yeltzin che ha liquidato tra i fumi dell’alcool l’unico progetto di riforma credibile dell’URSS da parte di Gorbacev. Di fatto Yeltzin ha buttato all’aria un paese enorme regalando la Russia alle vari mafie. Putin e’ il degno compare (grande amico di Boris), ma molto più’ furbo , tanto furbo da abbindolare gran parte della sinistra (soprattutto quella italiana) orfana di punti di riferimento. La dimostrazione e’ la situazione Ucraina. Prodi chiaramente disse molto tempo fa che l’Ucraina non poteva essere ne’ EU ne’ Russa, ma un ponte tra est ed ovest. Se i governi Ucraini avessero avuto un minimo di intelligenza avrebbero tratto grandi vantaggi da questa posizione mungendo due vacche. Invece, cretini fino in fondo gli uni e gli altri si sono azzuffati incantati da sirene da quattro soldi sia a est che a ovest. Il risultato ? Un sacco di morti, instabilità’ politica, perdita della Crimea e tra poco della parte est del paese (e’ solo questione di tempo). Geniali fino in fondo anche i ministri degli esteri EU ed USA a difendere chissa’ che cosa e con metodi assolutamente inefficaci, di fronte ad un bandito come Putin, che non si intimidisce certo per un timido abbaiare. Non sarebbe stato meglio andare a vedere le carte di Putin ? Chiedendogli esplicitamente, Ma che vuoi ? Parliamone davanti a tutto il mondo, alle Nazioni Unite, al Parlamento Europeo e dove cavolo si vuole. Putin sa benissimo che EU e USA avrebbero solo abbaiato e basta. Così’ chiama fascisti tutti quelli che si oppongono a lui (dire una balla tante volte alla fine tutti pensano che sia vero), conquistando a piene mani il supporto delle sinistre antagoniste, anti-americane , anti-EU e gongola non solo per i successi evidenti della sua politica, ma anche del casino che ha seminato in campo avverso. Un furbacchione di tre cotte in mezzo ad una manicata di fessi. Bella situazione davvero !

  • http://e-cronaca.blogspot.it/ Massimo D’Agostino

    Alcuni passaggi non li capisco, perché non ho sempre tempo per leggere approfonditamente tutte le vicende degli esteri, tuttavia penso che sia stato mal gestito il passaggio dal Patto di Varsavia alla Nato dei paesi che erano sotto l’influenza dell’URSS. Sono stati sottovalutati alcuni sintomi di un possibile fallimento della politica democratica, anche in Ucraina. Spesso si è letto sui giornali del fatto che in un sistema più libero, economia e privatizzazioni a parte, avrebbe prevalso la mafia, la temuta mafia russa. Almeno, sono cose che ho sentito dire anche personalmente. Non crediate che in Germania tutti, ma proprio tutti, siano favorevoli all’unità della nazione. Ci sono gruppi, anche di giovani, che non credono nell’UE, perché hanno visto allontanarsi il fulcro della vita del paese verso le più ricche realtà dell’ex Germania Ovest. Sarebbe servito prima di tutto capire perché passare con la Nato e per quali obiettivi. Sono stati persi troppi anni e spero che la guerra mondiale di cui parlate sia possibile scongiurarla.

  • alex1

    La “maggioranza avevano votato” arrestando prima gli attivisti di Yannukovic, intimidendo con le squadracce gli oppositori, picchiando I candidati del partito di Yannukovic (il candidato presidenziale e’ stato mandato “democraticamente” all’ospedale). Stile fascisti in Italia nel 1922. Solito cerchiobottismo anti-antimperialista, per cui aggressori ed aggrediti sarebbero uguali, I loro leader entrambi nazionalisti, ma quelli “occidentalmente non corretti” sarebbero I fascisti piu’ pericolosi. Poco importa che I simpatici neonazisti di Kiev hanno bruciato oltre cento persone dentro una sede sindacale, colpevoli solo di essere russi (o sindacalizzati?), poco importa che hanno abbattuto un aereo civile per attribuirne la colpa a chi cercava di difendere le loro citta’ all’Est (episodio caduto nell’oblio dopo le sparate di Obama subito smentite dall’evidenza), l’importante e’ dare la colpa ai fantomatici “rossobruni” cosa che ricorda la famosa sballata teoria degli “opposti estremisti” alla fine degli anni settanta. La Siria si difende e fa benissimo a farlo, anzi grazie alla loro resistenza sul campo si evidenzia la natura dei “democratici ribelli” che hanno usato I gas contro la stessa popolazione (e lo dice Carla Del Ponte, non il portavoce dell’esercito siriano) e che adesso stanno dando il meglio di se in Kurdistan (ma caso strano Israele li assiste sul Golan). Fortuna che non sei andata con I ribelli come quelle due ragazzine invasate. Meglio sul blog che in mano all’Isis e compari.