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Cultura

Non c’è talento che tenga in una società classista

SCAFFALE. Intorno al libro «La meritocrazia» di Salvatore Cingari, edito da Ediesse

Foto LaPresse

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Chi non concorda sul principio che per accedere a un impiego pubblico tramite un concorso - cioè la valutazione di una commissione competente - non debba valere il criterio del merito nella scelta dei vincitori? Che si tratti dell’accesso alla carica di direttore generale di un ministero o di semplice impiegato comunale, nessuno troverebbe giusto e accettabile che a essere premiati fossero i meglio raccomandati (da un ministro o dal parroco) o i più simpatici e fisicamente avvenenti. L’OVVIO CRITERIO di giustizia, alla base dell’efficienza ordinaria di ogni amministrazione di uno stato di diritto, nasconde la più potente macchina di...

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