closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Editoriale

Noi più dei tagliagole

Sono un milione e 300mila le vittime delle «nostre» guerre al terrore dopo l’11 settembre 2001, in Afghanistan, Iraq e Pakistan: parlano da soli i dati del rapporto di alcuni organismi internazionali indipendenti, tra cui il prestigioso «International Physician for the Prevention of Nuclear War», Nobel per la pace nel 1985. Cifre per difetto: sono infatti esclusi i conflitti più recenti di Libia, Siria e l’ultima a Gaza. Questi dati dicono, nella disattenzione generale, che le guerre di vendetta, inventate di sana pianta e/o «umanitarie» hanno prodotto una vera e propria ecatombe: centinaia di migliaia di morti, per gran parte civili, procurati con bombardamenti aerei, cannonate, lanci di missili Cruise, avvelenati da uranio impoverito e massacrati con le cluster bomb.

Viene allora da pensare all’intercalare abusato ogni volta dai leader occidentali pronti all’impresa bellica contro il terrorismo jihadista di turno: «Siamo in guerra contro il terrorismo non contro l’islam». È un ritornello, così tante volte ripetuto che viene da pensare si tratti proprio di coda di paglia. Perché deve essere forte la consapevolezza che la nostra schiacciante potenza militare, sempre indiscriminatamente usata con tanti «effetti collaterali», non possa non produrre insieme alle stragi di civili anche la percezione in loco – da parte di chi subisce quegli interventi militari – che l’Occidente abbia una dichiarata volontà genocida contro i civili. Che nella fattispecie, in Afghanistan, Iraq e Pakistan sono in grande maggioranza musulmane.

«Non siamo in guerra contro l’islam», ripetono Obama, Hollande, Cameron, perfino Renzi. Nella convinzione profonda che la guerra ridotta all’automatismo dei piloti dei cacciabombardieri e dei droni, sia più umana di quella dei tagliagole. È immaginabile pensare che tanta superficialità criminale semini solo tanto odio distillato, terreno fertile poi per altrettanto criminali integralismi reazionari che navigano dentro un senso comune mediorientale che vede l’Occidente sinonimo di guerra e stragi?

In questi giorni vediamo uno dei risultati nefasti delle nostre guerre: la caccia al cristiano in Kenya, mentre continua la guerra civile tra musulmani e cristiani in Nigeria su cui soffia Boko Haram, ma anche la disperazione dei cristiani siriani e ben prima il terrore negli occhi dei cristiani iracheni. Chi ha davvero messo a repentaglio la loro vita se non la «nostra» guerra in Paesi, come l’Iraq, dove prima di tre interventi militari americani,cristiani e musulmani convivevano in pace?

Il papa bisognoso di martiri per rifondare la sua Chiesa, prega per i cristiani perseguitati. Speriamo non taccia sul milione e 300mila morti provocati in gran parte dalle guerre statunitensi fatte ringraziando il dio che benedice l’America.

  • Paolo Scatolini

    possibile che non si sappia fare una analisi di politica estera e dell’integralismo islamico che vada oltre al solito “è tutta colpa dell’occidente e della cattiva Amerika!”? Non se ne può più e francamente capisco perchè nessuno vi vota. L’Occidente ha fatto sbagli madornali che hanno favorito l’integralismo ma non lo hanno generato, la guerra in Iraq è stata un errore, e anche il rovesciamento di Gheddafi in LIbia, ed era sbagliato però anche tanto entusiasmo “progressista” per le primavere arabe che a me ha ricordato l’entusiasmo “progressista” per la “rivoluzione” khomeinista in Iran. Devo dire anche che leggere tutto ciò che accade nel mondo musulmano in termini di mera reazione all’Occidente (come se i musulmani, compresi gli integralisti reazionari, non potessero avere una loro soggettività politica autonoma) mi sembra eurocentrico

  • aramix

    Purtroppo nella redazione hanno staccato la presa dal reale….non si sono accorti che mentre continuano sto disco-mantra” è tutta colpa dell’occidente”, nelle stesse ore, i fanatici-barbudos, stanno per commettere un altro ( degli altri non hanno nemmeno dato 2 righe d’agenzia…) dei loro orrendi crimini contro l’umanità:
    stanno facendo fuori i loro amici palestinesi…..( ma nella cecità dell’antiamericanismo non se ne sono manco accorti, sono convinti che siano le truppe della troika… sssst , non svegliamoli, la rivoluzione non russa !!)
    Se non è fascismo questo ?
    Ma nooo! .E’ tutta colpa di Obama

  • aramix

    Compagni/e della redazione, ma vi rendete conto di quello che sta accadendo nel mondo ?
    Iniziate una bella terapia(d’urto) al più presto o non avrete più lettori…..

  • aramix

    No, non lo faranno mai.
    Rivedere l’analisi politika che filtra tutto in termii anti-amerikani, significa riconoscere che i fanatici-barbudos( che iddio ce ne scampi e liberi) hanno una loro autonomia politica, culturale, indipendente dall’occidente,significherebbe rivedere le posizioni sul cieco anti-sionismo, e su molte altre…ma i mandarini/e ( il genere non le salva) della redazione non ne hanno il coraggio etico, prima che gli strumenti ideologici.
    In quanti leggono questo giornale ormai ?
    Tutti i vecchi lettori, eccetto i militanti/militonti, si informano altrove….qui è impossibile…sembra radio Bucarest prima del crollo…..

  • O. Raspanti

    Di Francesco è un pezzo che è sconnesso dalla realtà, purtroppo. Mi chiedo anche se ha mai messo i piedi nei paesi di cui parla e se ha una qualche competenza in storia dell’islamismo (quanto meno dalla fondazione della Fratellanza Musulmana, sul come, sul perché e sul per che cosa).

  • il compagno Sergio

    Sono d’accordo su tutto, salvo che sul passaggio riguardante le “primavere” arabe.
    I colpi di coda di regimi autoritari (come in Egitto) non sono certo la conseguenza “naturale” delle primavere.
    E per quanto si possa dire, è stato un momento importantissimo per la crescita politica e civile delle gioventù (e non solo) dei paesi implicati.
    Certo, la geopolitica avrebbe dovuto consigliare una certa prudenza, ciò non toglie che sono stati dei momenti “fondatori”.
    E non credo affatto che sia un episodio chiuso, anzi io lo vedo più come un fenomeno carsico che presto o tardi, risorgerà.
    Alla faccia degl’integralisti, dei fanatici e dei regimi fascisti (e di certi loro complici occidentali e wahabbiti).