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Internazionale

Noi, gli epurati dell’Università

Turchia. Il racconto dei professori di Izmir e Diyarbakir che hanno perso il lavoro per aver sottoscritto un appello: cinquemila licenziati, mille indagati. "Per noi curdi c'è stato un periodo d'oro, terminato nel 2014, ci era permesso di studiare la nostra lingua madre"

Proteste a Diyarbakir per il licenziamento dei professori curdi

Proteste a Diyarbakir per il licenziamento dei professori curdi

Nei bar di Mardin giovani e anziani si siedono ai tavoli bevendo thé caldo. Parlano di politica e giocano a Tavla. Strategia, fortuna, due dadi e 15 pedine. L’obiettivo è bloccare i pezzi dell’avversario per crearsi un vantaggio strategico e vincere. Nella partita tra Erdogan e la società civile, una delle pedine è quella delle università. «CI HANNO LICENZIATO senza alcuna giustificazione, bloccato i passaporti e privato della possibilità di lavorare in qualsiasi ambito del settore pubblico: non abbiamo un futuro», le parole di Remezan Alan, professore di letteratura e critica letteraria curda all’università di Mardin. Sono le stesse parole...

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