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Europa

«No all’Afd», mega-corteo antifascista nella capitale della Turingia

Germania. 18mila persone si sono riprese la piazza di Erfurt. Nelle prime file l’ex governatore, a capo della giunta rosso-rosso-verde, Bodo Ramelow, che ora potrebbe tornare a vincere grazie al 40%, secondo l’ultimo sondaggio, guadagnato dalla Linke

La manifestazione a Erfurt contro l’Afd

La manifestazione a Erfurt contro l’Afd

«Nessun patto con i fascisti di Alternative für Deutschland» e «l’Antifascismo è indivisibile». Scandendo le due parole d’ordine per ricostruire il tabù-nazionale e l’argine costituzionale fatti a pezzi dal governo “liberale” di Cdu, Fdp e Afd, ieri 18mila persone si sono riprese la piazza di Erfurt. Un mega-corteo pacifico e colorato, che ha invaso il centro della piccola capitale della Turingia fino alla Domplatz dove si affacciano i palazzi del potere. Tutti riuniti dagli slogan «unteilbar» (indivisibili) e «non con noi», a ribadire che «non sarà accettato nessun accordo scellerato» in nome del Volk che qui – secondo l’ultimo sondaggio – per il 40% è pronto a rivotare per la Linke.

Sono quasi dieci punti in più delle elezioni dello scorso ottobre, grazie soprattutto alla straordinaria mobilitazione che ieri ha “ripopolato” Erfurt di cittadini “comuni”, iscritti della Confederazione dei sindacati (Dgb), giovani del Fridays For Future, Associazioni femministe e anti-razziste, insieme a Linke, Verdi e Spd, agli studenti delle scuole superiori, fino ai circoli dei pensionati rigorosamente nazi-frei.

Per il «rispetto dell’esito delle urne» e contro la “frode” dell’elezione a primo ministro del conservatore Thomas Kemmerlich. Ma ancora prima contro i deputati cristano-democratici e liberali che hanno permesso di «riportare i fascisti al governo» (anche se solo per 23 ore) esattamente nel 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz.

«Incredibile ignoranza politica sommata a una vera e propria ossessione per il potere» riassume Stefan Körzell, membro della presidenza della Dgb, tra i primi a organizzare la manifestazione di Erfurt. Come gli altri dimostranti denuncia non solo i vertici locali di «Cdu e Fdp che hanno utilizzato Afd pur di eliminare la giunta rosso-rosso-verde dell’ex governatore Bodo Ramelow».

Il quale ieri a partire dalle 16 si trovava nelle prime file del corteo, e ringraziava dello «straordinario appoggio popolare» in difesa non solo della sua candidatura. Mentre la segretaria nazionale della Linke, Katja Kipping, era incordonata a Susanne Hennig-Wellsow: la capogruppo al Parlamento locale, divenuta famosa in tutta Europa per aver scagliato il mazzo di fiori ai piedi di Kemmerlich. Entrambe con le mani sul maxi-striscione con la faccia di Ramenow e la scritta: «Still my president».

Ma nella piazza del Duomo di Erfurt ieri spiccava anche la capogruppo dei Verdi, Katrin Göring Eckardt, e gli esponenti socialdemocratici di primissimo piano. Hanno accolto nel corteo l’annuncio delle dimissioni da leader della Cdu in Turingia di Mike Mohring, candidato perdente alle ultime elezioni, primo responsabile dello scandalo politico che ha travolto anche la sua poltrona.

«Adesso bisogna pensare a pacificare il partito mettendo in secondo piano gli interessi personali» ha spiegato ieri Mohring alla “Dpa”, con tono di voce assai più basso di quando rivendicava l’«autonomia decisionale» dai vertici Cdu di Berlino.

Oggi otto parlamentari cristiano-democratici del Landtag della Turingia sono pronti a chiedere il voto di fiducia perfino sul suo ruolo di capogruppo.

Mentre a Dresda, nella confinante Sassonia, sempre ieri altri 3mila antifascisti hanno bloccato la manifestazione di mille neonazi della Npd in “ricordo” dei 25mila morti del bombardamento alleato del febbraio 1945. Commemorate ufficialmente dal presidente della Repubblica Frank Walter Steinmeier (che non ha mancato di ricostruire il contesto storico) ogni anno in Germania le vittime vengono strumentalizzate dall’estrema destra in funzione revisionista.