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Editoriale

Niente scherzi

Editoriale. Quello per il parlamento europeo è, finalmente, un voto libero, un voto per scrivere sulla scheda (tornano le preferenze) il nome dei candidati che lo meritano, per determinare nuovi equilibri nel Vecchio Continente, per invertire la rotta della crisi. Le persone si interrogano sull’utilità di un voto per Tsipras, come se, d’un tratto, le battaglie che la grande area della sinistra senza padre né partito, ha combattuto ogni giorno, in questi lunghi, interminabili, crudeli anni di crisi, dovessero dissolversi proprio al momento del voto per manifestarsi nell’esatto contrario: un consenso al Pd, a questo Pd

Alexis Tsipras nella redazione del manifesto

Funziona, purtroppo. Anche per le elezioni del 25 maggio, nell’elettore di sinistra, ancora incerto se e chi votare, suona la sirena del “voto utile”. L’allarme populismo, il pericolo della coppia Grillo-Casaleggio pigliatutto è scattato, alimentato dalla (intelligente) propaganda del Pd: per frenare l’ondata grillina, la diga è Renzi, solo lui ci salverà.

Poco conta che votiamo per scegliere se vogliamo Schulz o Tsipras alla presidenza della Commissione europea, che non andiamo al seggio (più o meno faticosamente, poco o molto convinti) per turarci il naso (ancora?) e votare un partito o una maggioranza o un programma di governo del nostro paese.

Quello per il parlamento europeo è, finalmente, un voto libero, un voto per scrivere sulla scheda (tornano le preferenze) il nome dei candidati che lo meritano, per determinare nuovi equilibri nel Vecchio Continente, per invertire la rotta della crisi. Dunque un voto concreto, certamente. Ma anche l’espressione di un desiderio di cambiamento, un’idea di altra economia, una speranza di libertà per una società meticcia e aperta.

Come se le battaglie che la sinistra ha combattuto ogni giorno in questi crudeli anni di crisi dovessero dissolversi al momento del voto

Invece, intorno a noi, prende quota il timore su quel che accadrà il giorno dopo nel nostro cortile. Le persone si interrogano sull’utilità di un voto per Tsipras, come se, d’un tratto, le battaglie che la grande area della sinistra senza padre né partito, ha combattuto ogni giorno, in questi lunghi, interminabili, crudeli anni di crisi, dovessero dissolversi proprio al momento del voto per manifestarsi nell’esatto contrario: un consenso al Pd, a questo Pd, che porta in Europa la bandiera della più odiosa precarietà, che si appresta a benedire la grande intesa tra Junker e Schulz (il patto, tutto tedesco, già deciso) praticandola con soddisfazione già in Italia con un pezzo del centrodestra.

Tuttavia, chi ha dubbi, su se e chi votare, dovrebbe riflettere oltre che sul ruolo importante (e, a seconda delle dimensioni, decisivo) di un’affermazione di Tsipras in Europa, anche su un successo della Lista di sinistra in Italia.

Sull’effetto benefico, controcorrente, che il giovane greco giocherebbe proprio sulle scelte, molto tedesche e poco mediterranee, di Martin Schulz, come sul pungolo che una forza di sinistra eserciterebbe sulle scelte del Pd (indirizzate già a un rafforzamento dell’asse di governo con Alfano). Né sono fantasie le ragioni, comprensibili, di Sel di interpretare l’esito elettorale della Lista Tsipras per confermare o contraddire la sofferta scelta dell’ultimo congresso, quando una parte del partito di Vendola voleva schierarsi con Schulz e poi tornare all’alleanza con il Pd naufragata malamente alle ultime elezioni politiche. Se la Lista non dovesse superare agevolmente la soglia del 4%, la sirena piddina suonerebbe più forte.

Al contrario, un’affermazione di Tsipras aiuterebbe, dopo tanti anni di afasia, l’avvio di un’alternativa, utile anche a frenare la deriva politica del partito di Renzi.

  • Riccardo

    Chiariamo, a questo punto. Io sono di sinistra, da quando ero ragazzino (PCI), dalla fine anni 50. Bene. Io, adesso, non voto PD. Per nessuna ragione al mondo. Perché? Perché il PD è l’esito del processo che ha portato il PCI (lo ripetiamo: attraverso PDS, DS), al PD attuale che ha assunto il paradigma neoliberista. A me non potete, quindi, chiedere di votare PD. Potrei votare Lista Tsipras, mi direte. Ebbene, che cosa farà una sinistra radicale, una volta superato lo sbarramento? Si alleerà con il M5S (come auspicato dalla Spinelli, e invece rigettato da Asor Rosa), o si alleerà con il PD? Vedete, compagni, il problema è che siamo alle solite. Voto Lista Tsipras e dopo questi vanno con il PD? Ma neanche morto. Guardate, mi basta solo il dubbio. Perché stavolta, dopo essere stato preso in giro per anni dalla sinistra, sono intransigente. Lo ha capito perfino uno che di mestiere fa il buffone. Se mi alleo con chi dico di combattere, perdo la faccia – e i voti. Io posso condividere le vostre (del Manifesto) critiche a Grillo, ma il mio dubbio, ora, è se andare a votare, o meno. Da un lato, se vado, sarei portato a votare M5S, perché l’intransigenza ci sta bene, in Italia, adesso. In un paese corrotto. Non solo nei suoi rappresentanti.
    Ma non facciamoci illusioni.
    La sinistra neoliberista, il peggio del peggio, la vedo vincente. Distrugge sistematicamente tutti gli ostacoli che si contrappongono all’avanzata trionfale del capitalismo. E anche il M5S è espressione di ciò. Che esista una forza di sinistra “radicale” che contrasti il capitalismo, oggi, è illusione, ricordi nostalgici. La sinistra è morta. E non da oggi. Esistono forze (M5S, Lista Tsipras) che rappresentano il capitalismo che vuole distruggere le strutture che gli impediscono il suo pieno sviluppo.

  • Luciano Book

    La sinistra italiana ha avuto in questi anni di crisi troppi padri e ognuno a cercato di ritagliarsi e salvaguardare il suo misero “potentato”. Le battaglie e le lotte sono state sempre rincorse in ritardo e, molto spesso si è finito per cavalcare cavalli che certo non correvano sugli ideali della sinistra. Adesso tutto questo guazzabuglio di sanguisughe che hanno succhiato il sangue della sinistra e dei compagni, si presentano nella lista Tsipras. La rinascita di una sinistra in italia dovrà passare attraverso il suo competo azzeramento e solo dopo potrà rinascere una coerente Unitaria voce di SINISTRA. per adesso per un vero effetto di ridiscussione strategica, dell’europa politica si dovrà votare Grillo..
    p.s. per quanto riguarda i fascisti sono già al governo, per chi non se ne fosse accorto.

  • Paola Belloni

    Anche Berlusconi dice che è pericoloso votare Grillo…….

  • Lorena Melis

    Il comunismo non risorge dietro Tsipras, e le pietose performance di intellettuali viziati

  • Riccardo

    Sottolineo “pietose”.

  • Riccardo

    Concordo con te sulla necessità di un azzeramento, e con tanta umiltà rimettersi attorno ad un tavolo a ripensare che società vogliono quelli di sinistra, e definire un programma con un unico soggetto politico.
    Certo che i fascisti sono già al governo! I fascisti oggi sono in giacca e cravatta e parlano l’inglese dell’economia. Non hanno il manganello e la camicia nera, come evidentemente crede il povero Asor Rosa. Costui, e tanti con lui, attaccano ciò che contrasta il capitalismo (una politica nazionale, per esempio), scambiandolo per “fascismo”. Poveretti. Asor Rosa preferisce il neoliberismo del PD al “barbaro” M5S, e, non sapendo come altro definire quest’ultimo, lo chiama “fascista”. Asor Rosa vive veramente pensando che ci sia una sinistra “pura”. Con Silvio e Nap, starebbe bene a Cesano Boscone.

  • Andrea Tupac Mollica

    E ogni volta ricominciamo daccapo! Con vecchi tromboni portatori di una visione della politica che più politicista non si può! Ancora una volta, a leggere questo articolo, il ruolo della sinistra sarebbe quello di tenere per la giacchetta il PD ed impedirgli di arare a destra. Il massimo del massimo del massimo della subalternità culturale, prima ancora che politica.
    Così come in Europa, il ruolo del GUE/NGL dovrebbe essere quello di frapporsi alle larghe intese e “convincere” Schulz ad allearsi con la sinistra!
    BASTA!
    Basta davvero! Non ne posso più di questi orizzonti asfittici, tutti compressi dentro una logica segnata dal compromesso e dall’accordicchio per sfilare qualche punticino “di sinistra”.
    Io non faccio accordi con i servi della Troika, con il PSE sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche che vogliono medicalizzarmi l’esistenza e vendermi la pillola della normalità (e prescriverla ai miei figli). Chi autorizza la chimica globale ad appestare di veleni la terra, sterminando gli impollinatori naturali e scrivendo in tal modo le prime righe della storia della fine del mondo.
    BA-STA!
    Fatecela voi l’alleanza, ritrovatevici voi con questi vostri “vecchi compagni” e i vostri circoletti radical/chic.
    E se il voto a “L’altra Europa” serve a quello che hai scritto in questo articolo, Norma… beh mi hai dato il miglior motivo per non votarla.
    Brava! I nemici della sinistra siete voi. Levatevi dalle scatole una volta per tutte!

  • Andrea Tupac Mollica

    Concordo al 100%

  • Gianni Fabbris

    E chi scherza?
    Scrive Il Manifesto: “Le persone si interrogano sull’utilità di un voto per Tsipras, come se, d’un tratto, le battaglie che la grande area della sinistra senza padre né partito, ha combattuto ogni giorno, in questi lunghi, interminabili, crudeli anni di crisi, dovessero dissolversi proprio al momento del voto per manifestarsi nell’esatto contrario: un consenso al Pd, a questo Pd.”
    Di nuovo lo spauracchio del voto utile e di nuovo l’appello a votare fuori dal suo ricatto; io, però, credo che le questioni in campo siano un pò più complicate e non abbiamo bisogno di scorciatoie per affrontarle.
    Siamo chiamati ancora una volta a prendere atto di una proposta elettorale improvvisata e pasticciata avanzata da gruppi dirigenti che prima erano nelle segreterie politiche ora, fuori dalla legittimazione pur flebile di statuti ed iscritti, fra le fila di “illuminati professoroni” e di “nuovi soggetti politici”.
    Se, poi, l’autoreferenza è il solito limite di questi anni, sono sconcertanti alcuni aspetti di come è gestita la campagna elettorale: fra tutti, il profilo basso sul piano politico e di forza d’opposizione chiaramente alternativo al PD quasi non si voglia intaccare il rapporto con quel mondo.
    Sarà, probabilmente, dentro la consapevolezza dei molti limiti di questa proposta elettorale, del suo fragile (quasi assente) legame con i corpi sociali, della sua improvvisazione che deve essere maturata la scelta (presa chissà dove e da chi!) di puntare più sul fatto che dai malpancisti del PD possano venire voti che dal dare rappresentanza e prospettiva al malessere sociale, alla radicalità che si esprime nella società italiana, al sentimento di ribellione che chiede soluzioni ma che vuole la rottura delle politiche messe in campo fin qui.
    Tatticismi. Ancora una volta tatticismi come i tanti che (insieme ai vellitarismi politici) siamo stati abituati in questi anni a sopportare dalla trincea dell’impegno sociale che chiede alla sinistra politica di prospettive capaci di ricostruire un blocco sociale di interessi per cambiare le politiche del Paese e dell’Europa.
    Tatticismi che nascondono la debolezza strategica che ridia il senso di una proposta di sinistra, che la faccia percepire come utile (e non cosi drammaticamente esposta al voto utile) e che corrono il rischio di regalare il voto giovanile e di protesta a Grillo e quello della responsabilità a Renzi e non per colpa di chi andrà a votare ma per come la proposta elettorale è venuta avanti e gestita, nonostante la buona volontà e l’impegno di tanti.
    In Grecia, Tsipras e i militanti di Siriza hanno saputo fare quello che dovrebbe fare la sinistra poltica italiana: dare al malessere sociale il piano di politiche alternative forti in completa rottura con le forze che si riconoscono nel PSOE e le sue pratiche coinvolgendo e rendendo protagonisti i corpi sociali, le classi che si riconoscono in quelle alternative per averne bisogno in una prospettiva che cambi realmente la propria condizione.
    Tsipras parla il linguaggio degli interessi dei soggetti veri, degli uomini e delle donne che rappresenta, ne incarna le istanze e le aspettative e non già il linguaggio di un cartello elettorale a tavolino o di autocelebrate elites politiche e intellettuali.
    Tsipras è percepito in Grecia come “utile” perché riesce a costruire uno spazio di interessi concreti, di lotte, di proposte e di aspirazioni ideali che caratterizzano il profilo politico della sinistra e ricacciano al posto loro i fascismi, il traformismo delle forze del PSOE e toglie spazio alla demagogia truffaldina di forze populiste.
    Se ancora una volta in Italia siamo allo schiacciamento del voto utile (questa volta fra il PD e i Grillini) non è colpa di chi vota o non vota ma del merito e del modo come si avanzano le proposte elettorali e l’assenza di una sinistra politica (salvo fare appello alla sinistra sociale ed alla sua responsabilità).
    Gli elettori non si divertono a fare scherzi alle forze politiche, quando votano lo fanno per “spendere” il diritto a vedere garantiti i propri interessi e se non sei percepito come utile devi interrogarti sul perché. Se poi scopri che questo rischio lo corri sia che la proposta elettorale la producano direttamente le segreterie dei Partiti (Arcobaleno) e sia il paravento della società civile (Ingroia) e che torna anche quando scendono in campo “I professori e i soggetti politici nuovi”, allora vale la pena interrogarsi sul serio senza cercare scorciatoie e andare alla sostanza delle cose invece che sulle formulette usate come foglia di fico.
    Si, abbiamo bisogno di sinistra in questo Paese e ancora una volta, in tanti, me compreso, voteremo a sinistra e voteremo Tsipras.
    Noi lo faremo perchè abbiamo bisogno di sinistra e perchè è evidente che si riparte più facilmente se la lista Tsipras avrà un buon risultato non solo in Europa ma anche in Italia, ma, per favore, se il risultato del voto dovesse invece premiare altri nessuno dia la colpa e la responsabilità agli elettori e, in ogni caso, finito il voto ed a prescindere da come andrà, mettiamo mano a costruire davvero il nesso fra istanze sociali e cambiamento politico, altrimenti, alla prossima elezione, nessuno si lamenti del voto utile.

    Gianni Fabbris – coordinatore di Altragricoltura

  • Alessandro Rosati

    Tu sei un grande!

  • Marco Sabattini

    Il programma di Tzipras, per fortuna, non è un programma comunista e
    tantomeno populista come quello degli altri capocomici Grillo & Renzie. E’ l’unico
    programma di sinistra (se vi piace così tanto questa definizione da secolo XVIII) che va nella direzione giusta; TUTTO IL RESTO E’ TROIKA!
    Detto questo, una cosa per me è certa: Riccardo, Luciano Book, Lorena Melis, Andrea Tupac Mollica o gente come loro che fanno i “puzzoni” aspettando il sol dell’avvenir, NON SONO MIEI COMPAGNI. Mi sono impegnato ad attaccare manifesti, volantinare la mia città, organizzato incontri con candidati come Raffaella Bolini, Fabio Amato e Francesco Gesualdi mentre altri “compagni” come loro, evidentemente di una generazione sconfitta, inutile, cannaiola e disfattista se ne stavano a organizzare riunioni su riunioni per decidere se era abbastanza marxista anche la colla per i manifesti! Scusate la volgarità, ma ne ho le palle piene di gente come voi, siete gli stessi che facevano i processi a Massimo Ranieri per discutere se i testi delle sue canzoni fossero borghesi o anticomunisti! Quando verranno a bastonarvi sarete capaci di difendervi? Vi sveglierete solo allora e ci farete vedere di cosa siete capaci? Continuate a mordervi la coda, FALLITI!

  • Niogenes the Cynic

    Sì, d’accordo, tranne che Junker si scrive Juncker ed è lussemburghese per cui il patto non è “tutto tedesco”.

  • Niogenes the Cynic

    P.S. Leggo i commenti della gente e resto sconvolto. I 13 anni trascorsi dalla fine della Sinistra (Estate del 2001, da Genova al 9/11) non hanno insegnato niente ai piccolo borghesi massimalisti. Condivido in pieno quello che dice Marco Sabbatini: la gente che dice che non andrà a votare è gente responsabile di questo degrado. Gente alla Adornato e Paolo Guzzanti, borghesucci pasciuti impegnati a sfondarsi di canne e vedere i film di Lino Banfi in chiave trash-revival o analizzare i testi delle canzoni di Massimo Ranieri per vedere se sono o no comunisti. Gente che non ha mai non dico squappato fatto volontariato, ma almeno squappato due manifesti. Forse serve il crollo, o addirittura un regime. Quando Casapound avrà preso il potere assieme a Grillo vedremo dove sarà questa gente (forse in alta uniforme nel regime stesso, come i socialisti alla Mussolini cento anni fa).

  • Niogenes the Cynic

    Forse quello che dici è vero per SEL in Italia, ma non certo per Tsipras e tanti compagni della Sinistra Europea in cui gli eletti della Lista L’Altra Europa confluiranno. Vota il M5S, vai. Forse crollerà il PD, ed è un bene, ma verrà sostituito da questi, il cui progetto è diabolico: a parole sono per tutto (come anche per il contrario di tuto), poi nella pratica sono per politiche di Destra. L’estabilishment (Berlusconi, Cesa, TG, il PD di quel Violante che ha riabilitato il “sangue dei vinti”) sono penosi in questo loro finto “antifascismo” che hanno sguainato in chiave anti-Grillo, ma Grillo non è la soluzione

  • gimbx

    allora, alle politiche precedenti, c’è chi come me si è turato il naso di fronte alla solita operazione che ha fondamentalmente distrutto tutto ciò che di buono si era fatto con ‘cambiare si può’, e ha votato la lista ingroia per aiutarla a superare lo sbarramento del 4% alla camera, mentre con una buona dose di realismo, e senza snobbismo, ha votato m5s al senato perchè lì la soglia era irraggiungibile, preferendo un voto al ‘caos’, che desse fastidio al ‘sistema politico’ degli ultimi 20 anni, che un voto al pd (che non ha mai votato, neanche nelle sue incarnazioni precedenti) che di sx non aveva e non ha nulla. il m5s con bella faccia tosta si è intestato molte battaglie dei movimenti, e pur ritenendo questo riprovevole, sarebbe stato sciocco astenersi o non cogliere la possibilità di creare una crepa, seppur limitata, al solito establishment. un voto al senato che rivendico, senza nascondermi, vista la contingenza storica. la stessa barbara spinelli, ora candidata nell’altra europa, nelle sue lunghe analisi del periodo, ha saputo cogliere la portata dell’ascesa del m5s in talia, in quel momento, in quelle elezioni.
    stavolta però, si tratta di elezioni europee, c’è una buona lista da votare, che a prescindere dai soliti vizi a livello locale italiano, racchiude in se tutte le sinistre europee, e vuole contare qualcosa nel parlamento sovranazionale, per mettere un argine alle politiche neoliberiste, e ripensare l’unione europea non come mera unione monetaria e finanziara, ma come un unico soggetto politico che metta prima le persone del pareggio di bilancio. e che possa contare veramente qualcosa nello scacchiere internazionale di fronte al nuovo imperialismo usa. ecco, io suggerisco, se posso permettermi, di alzare lo sguardo, e di vedere un po’ più in là, oltre i nostri confini nazionali. è lì, che l’altra europa con tsipras, acquista il suo significato più forte, in netto contrasto con l’intangibilità delle scelte del m5s, che ad oggi, non si sa se voglia un’europa migliore o uscirne.
    magari questo voto, se andrà bene, sarà anche utile alla ricostruzione della sx in italia. perchè siamo stufi di non essere rappresentati.
    (certo, se poi dopo le elezioni, qui si alleano col pd rispetto al quale ora dicono di essere totalmente alternativi… beh ..)
    saluti

  • Michele Anunziata

    Diavolo quante divisioni ha la “sinistra”? Tsipras è la ruota di scorta di quando il tandem della Grossa Kialitionen (i giochi son già fatti) vivrà momenti poco “edificanti”. L’Italia esporta le larghe intese, e poi si dice un paese marginale, con che miseria e coraggio!

    Questo è il quadro con i cespuglietti (utili idoti Verdi come una volta quei della cosiddetta Sinistra indipendente?) a fare ammuina. Insomma, a vederla da qui PDL e PD meno elle con i “compagni” di Sel alla bisogna? Quando serve, via tra “compagni”.

    I pentastellati tutto pensano tranne che a ricomporre il “presepello”. E si deve ad essi, si certo anche ob torto collo, se qualcosina si muove (Expo?) e qualche informazione in più arriva ai “cittadini”. Niente rose senza spine(lli) o la solita ammucchiata di intellettualicchi a indorare la pillola (Dario Fo come mai sta con il Grrillo, questione di vicinanza di mestiere o cosa?).

    Sta volta è veramente “finita” per la casa che tutto trattiene, sotto pari tetto: “riformisti” e “radicali” compagni di merende, tipo compagno G come la mettiamo? Montepaschigate come la mettiamo? Blocco della contrattazione di milioni di statali, come la mettiamo’? E 250,000 “esuberi” proprio statali, forse come in Grecia: lì cash qui leasing CGIL CISL UIL che chiamano alla pugna, sotto elezione si capisce. E del Fiscal…uniamoci a corte, dove nell’inno? Quale prego del Sud che non si sa più se territorio d’Africa (Quarta sponda di Roma?) o del continente? Milano che si spara che è un piacere, manco a trattarsi di Palermo, senza generalizzare e colpevolizzare chi poco c’entra. Punto. E forse che Enrico Berlinguer a rivoltarsi nella tomba dopo che il buon Walter (che si dice mai comunista ma iscritto a quindici anni, poi, figgicciotto poi segretario ecc. ecc.) Veltroni via Club di Roma lo ricorda? Questione morale, optional. Negli altri stati, il buon Renzie al Fatto Quotidiano, a domanda di Travaglio circa togliere il disturbo per un politico comunque sotto indagine, cosa risponde: sono garantista sino al terzo grado. Si è scordato, il Renzie del ricorso a Strasburgo, la Corte euopea…

    E, quindi, del conflitto d’interesse alias il buon Cavaliere: si appoggia il Pd che si è “compagni”? E del reato di falso in bilancio: messo, tolto, rimesso via Expo? Bravo “compgano” G che non parlavi, mo’ stai in galera però come Genovese, sempre Pd, un arresto domiciliare per uno che non “parla” manco fosse un mafioso (!) mica si nega.

    Quando cresceranno i “compagnucci” della parocchietta attaccati alla barba di un signore,sì, ma dell’Ottocento?

    Aut Caesar aut nihl, o prosaico: o noi o loro, certamente non a noi! Fuor di discussione: una prece per Tsipras e per chi segue il carro funebre annunciato. Amen.

  • http://bodrato.it/ Pare

    Per cercare i difetti della lista “L’altra Europa”, non ci vuole molto… ne ha moltissimi: non aver avuto il coraggio di esplicitare “sinistra”, aver abbracciato fin dalla gestazione l’idea antipolitica che i candidati non dovessero aver avuto precedenti incarichi, aver alla fine candidato quelli che dovevano essere solo garanti (ma, grazie alle preferenze, potremo semplicemente evitare di votarli).
    Alla fine dei conti, però, tutti questi difetti sono pagliuzze, peli nell’uovo e aghi nel pagliaio…
    Pagliaio nel quale gente come il Marco Sabattini qui sopra si è gettata con entusiasmo e sul quale son state costruite relazioni e programmi (ieri ho letto con vivissimo interesse http://digitsipras.wordpress.com/ … vorrei averlo scritto io!).
    Se non tutto è completo come avrebbe potuto essere, lo è proprio per colpa di quelli che hanno tirato al risparmio, sono rimasti a mugugnare per un dettaglio che non li convinceva invece di mettersi in gioco … e ora si lagnano e sono pronti alla via più comoda, meno impegnativa: seguire il nuovo capo, quello che è sempre “puro” perché mai si prenderà la responsabilità di governare, discutere, mediare.
    Se qualcuno qui vuol scrivere: “Per quel che mi riguarda la sinistra è morta, io son diventato di destra”, lo scriva liberamente, ma esplicitamente, senza tentare di coprire le proprie vergogne dicendo che a non essere di sinistra sono quelli che si impegnano!

  • Stefano Ioannucci

    quando grillo e casapound avranno preso potere? ma ti rendi conto delle c*****e che spari? informarsi non è dispendioso nell’era del digitale..

    ah si scusa, “sei un troll e viva le scie kimike1!!1!”
    ..finché vedrai i 3/4 delle persone che ti stanno attorno come perfetti idioti, sarai giustamente condannato a votare forze politiche ininfluenti, per quanto nobili siano gli intenti

  • Max lo scettico

    La parola “pietose” scritta da un grillino ha un valore inimmaginabile: lui sa di cosa parla.

  • Max lo scettico

    Mamma mia quanti grilli su questo sito! Non se può più! Non solo il loro guru (un’anima pia) ci bombarda tutti i giorni con le sue bischerate, ma per di più bisogna sorbirci quest’invasione di grilli che aggiusteranno l’Italia, l’Europa, il pianeta Terra e perché no, tutto il sistema solare.
    Che gente adulta con qualche esperienza politica possa credere ad un venditore di pentole incapace di esprimere un programma coerente il cui unico legante è l’odio degli altri (tutti colpevoli), mi fa pensare che in fondo gli italiani restano degli eterni bambini e adorano le favole, da quelle di Berlusconi e Bossi via via fino al capocomico Grillo.

    Io voterò per la Lista un’Altra Europa perché è la sola che utilizza argomenti politici (che per di più condivido).

    Gli altri, tutti quegli altri, sono avanspettacolo, e nemmeno di un livello degno, son roba da Bombolo e Cannavale.
    Fra rutti, scuregge, insulti, grida e schiamazzi, slogan da cerebrolesi, frasi da film, volgarità, minacce e orrori vari.
    Li vedo già arrivare a Strasburgo: “Venite avanti cretini” e giù pernacchie (per restare in tema).
    Ma veramente pensate che Grillology possa contare qualcosa nel Parlamento Europeo (più di 700 deputati!).
    A quale gruppo aderirebbero? A quello del Circo Orfei?
    Intanto zitti zitti, quelli che andranno a fare le comparse, si metteranno in tasca la lauta diaria (una parte della quale sarà versata alla premiata ditta Grillo & Casaleggio Associati srl).
    E chi s’è visto s’è visto.
    Anche perché poi il capocomico c’ha da andare in yacht in Costa Smeralda, per cui evitate si rompere i marroni.

  • O. Raspanti

    Spettacolo veramente disarmante, da Riccardo a Mollica a Book ecc. che sbraitano, si eccitano, vomitano il solito fiele sul manifesto (un quotidiano che se credo a tutti quelli che fanno la tiritera del lettore dsluso ad un certo punto vendeva almeno almeno 1 milione di copie al giorno!), si dichiarano….comunistissimi..no, su questo sono più ambigui, ma ad ogni modo votano Grillo, perché stufi…di cosa? …della sinistra! quale sinistra? non è dato sapere! quindi si buttano a destra, non lo dicono chiaramente, ma è implicito, visto che son stufi della sinistra (quale? di chi si parla?).
    Grillo è la soluzione per tutto, anche se hai un mal di schiena o sei stitico (la diarrea te la fa venite lui con un po di olio di ricino).
    Veramente! mi cascano le braccia! tanta puerilità. tanto vuoto che riesce a fare il pieno. Mi ricorda tanto il sinistro gioco dell’aeroplano.
    Alla fine c’era sempre qualcuno, l’imbecille di turno, lo sfortunato, che rimaneva con il cerino acceso in mano e perdeva i soldi scommessi.
    E sono pronto a scommettere che questo qualcuno non sarà nè Grillo né Casaleggio.

    E se tornassimo a parlare di cose serie in maniera seria?

  • O. Raspanti

    A proposito e alla faccia dei grilli, io voterò la Lista Tsipras (votando Front de gauche, perché sono residente in Francia, in questo momento).
    E invito i compagni a fare altrettanto.
    Prometto che andrò a Strasburgo ad osservare i grilli. Mi sa tanto che non misurano affatto cos’è il Parlamento Europeo!

  • Riccardo

    Non sono grillino.

  • Riccardo

    Risponda nel merito, se ne è capace.
    E legga gli interventi che vorrebbe “criticare”, prima di scrivere stupidaggini.
    Ma rilegga questo suo intervento. Non significa nulla, non dice nulla. Se ne rende conto, vero? Rilegga con calma. Un po’ di serietà.

  • O. Raspanti

    Eccolo con il solito tono saccente tipico del grillino (non te lo sei detto? dittelo!).
    Il Raspanti “poveretto” a quelli come te gli mangia la pappa sul capo.
    Lo sbraitare non era riferito a te, ma visto quello che hai scritto, ora riguarda anche te: arroganza e volgarità : non ne potete fare a meno. Vi si riconoscerebbe fra mille.
    Sulla sinistra fai te: esiste, resiste, presenta una lista alle elezioni europee e ci sono formazioni politiche di sinistra che sono presenti e attive nella società quotidianamente (senza bisogno di fare piazzate, insultare, sbraitare, minacciare, ruttate e eruttare).
    Certo, se per te esiste solo quello che passa in televisione allora non esistiamo. In compenso esiste e anche molto il mostro tricefalo Grillo-Renzi-Berlusconi (3 compari e un pollo: il popolo italiano).
    Non sono padrone del manifesto (quotidiano, se ti é sfuggito, che per l’appunto non ha padroni) ma faresti meglio a non metterci piú i piedi in questo sito.
    Di commenti come i tuoi, grazie allo strapotere del vostro amato leader, siamo inondati tutti i giorni. Radio, televisione, rete, giornali, giornalini: ogni giorno abbiamo diritto alla surata dell’ineffabile guru che ha sempre qualcosa da dire anche sui ravanelli in brodo o sul colore dei calzini. E non ci fa molto piacere ritrovare le stesse amenità dette in maniera arrogante, sul nostro sito.
    Tornatene da bravo da dove sei venuto.
    Non vedo l’ora che parta in vacanza sul suo yacht direzione Costa Smeralda. Ne ha già sfasciato uno laggiù qualche anno fa. Adesso ha dovuto ricomprarsene un altro (poarìn). almeno starà lì tranquillo a guardare il personale che glielo tira a lucido, e non ci ammorba con le sue stupidità.

  • http://www.facebook.com/paolo.desantis.9 Paolo De Santis

    cosa vuole dire grillino? da sei mesi a questa parte le uniche cose di sinistra che ho visto in parlamento, sono targate m5s. cerca di essere realista ed obbiettivo, scettico, max.

  • Max lo scettico

    Beato te! Io ho visto tante sceneggiate (sennò come si fa a farsi vedere dal popolo?) per lo più politicamente inutili.
    E poi, da quello che scrivi devo dedurne che Grillology è maggioritaria in Parlamento? oppure e molto più semplicemente ha votato con altre forze politiche norme “di sinistra” (senza però dimenticare che certe votazione sono valse espulsioni e messa alla berlina del/la dissidente).
    Sono scettico ma anche realista : si governa con il dialogo e il confronto anche serrato, in democrazia.
    Negli altri casi basta la volontà del capetto di turno.
    Perché Grillology diventi veramente il M5S dovrebbe liberarsi dei suoi guru e adottare un funzionamento trasparente (le baggianate delle consultazioni in rete non le fai credere nemmeno a mio nonna centenaria)

  • Paolo Hutter

    l ultima frase cosa vuol dire?

  • Paolo Hutter

    piu voti a 5 stelle e piu durerà l alleanza tra pd e centrodestra ( un pezzo o due pezzi) per stare al governo

  • Andrea Tupac Mollica

    Concordo, non siamo compagni.
    PS: io ad attaccare manifesti mi ci sono spellato le mani.
    Non mi conosci, non giudicare.

  • Bastiano.B.Bucci

    Caro Giovanni,
    Suppongo che avresti fatto le stesse considerazioni il giorno che la lista Tsipras è partita, allora forse potevano anche essere condivisibili, ed erano i dubbi che tutti ci ponevamo nel lanciarci nell’ennesimo tentativo di “unità a sinistra”.
    Ora non più: abbiamo visto come tanti compagni si sono buttati con impegno ed entusiasmo, ma soprattutto come si sono superate le conventicole che hanno paralizzato i precedenti tentativi e come, vivaddio, siano rimasti fuori (dall’impegno se non dalla partecipazione formale) i partitucoli che hanno sempre vissuto la sinistra nel loro angusto orticello, fatto di candidature, di noi e di loro, così come quelli che per “fare qualcosa” conta solo governare, ogni altra prassi politica sarebbe completamente inutile.
    Il resto è esperienza, bene hanno fatto gli “intellettuali” (essere intellettuale se si sta dalla parte giusta, e si opera in coerenza di intenti, non è la lebbra) a fare un semplice appello, cui hanno risposto entusiasticamente centinaia di migliaia di cittadini, coi quali abbiamo parlato ogni giorno nei banchetti, che sono intervenuti, alle nostre assemblee a portare la loro esperienza di fabbriche dismesse, di cassintegrati, di giovani ed anziani senza lavoro e senza speranze, con l’impellenza di uscire dalle sciagurate politiche di austerità neoliberista, che colpisce solo i più deboli, con la voglia di ricostruire una sinistra al di fuori dagli schemi dei sapientoni che “la sinistra è…” con le loro teorie da qui alla rivoluzione, mascherate da presunta partecipazione popolare, da associazioni e movimenti composti da 2 persone, quando non da uno solo, utili per mettere firme sotto i volantini o dar vita ad iniziative con trenta firme a cui partecipano 25 persone.
    Nella lista Tsipras a nessuno si è chiesto i pedigree di provenienza e nessuno, neanche fra i candidati scelti in fretta, per l’urgenza del progetto, ma molto oculatamente e senza spartizioni da Cencelli, sulla base del loro lavoro pregresso e della loro voglia di impegnarsi, stabilendo ex ante alcune semplici regole, e hai detto niente… quando mai la sinistra ha avuto candidature così belle (è la parola giusta), nessuno, dicevo, ha fatto pesare la sua “posizione” pretendendo di contare o di decidere più degli altri. E’ un grosso limite non capire che la Lista Tsipras nasce, né più e né meno di Syriza in Grecia, per necessità storiche, che anche Syriza non è un rosaio senza spine, come potrebbe apparire a qualche analista poco attento.

    “Tsipras parla il linguaggio degli interessi dei soggetti veri, degli uomini e delle donne che rappresenta, ne incarna le istanze e le aspettative e non già il linguaggio di un cartello elettorale a tavolino o di autocelebrate elites politiche e intellettuali.”

    Questa tua accusa è gratuita, assolutamente indimostrata ed indimostrabile. La lista Tsipras, ( che soffre dei molti difetti delle novità) ove mai lo fosse stata all’origine, e malgrado il suo nome, tutto è tranne che un “cartello” (ma dove lo hai visto?) o parla il linguaggio di un’accolita di autocelebrate elites. La lista Tsipras parla il linguaggio dei cittadini che ci hanno concesso la loro fiducia perché sentono, a differenza dei politicanti opportunamente assisi su qualche poltrona di spicco di un’autocostruita associazione o sedicente “movimento”, che l’Italia e l’Europa hanno bisogno di una sinistra, semplice, senza tante complicazioni tattico intellettuali, una sinistra in grado di rappresentarli, perché dà loro diritto di parola, che la frantumazione esiziale operata fino ad oggi dalle forze dei “puri” e dei miglioristi, gli ha sempre negato.
    Questo è il progetto Tsipras per l’Italia.
    E ti dirò una cosa caro amico, del tuo voto di default la Lista Tsipras non sa cosa farsene, perché se anche il 25 maggio non si superasse lo sciagurato limite, imposto contro la nostra Costituzione per negare diritti politici alle opposizioni, il nostro movimento sarà ancora lì dal 26 maggio in avanti. Magari avrai occasione di ricrederti e la prossima volta se vorrai votarci lo potrai fare convintamente.

  • Bastiano.B.Bucci

    La qual cosa, detta dal vuoto pneumatico pentastellato non può che essere un complimento, che la storia, caro Annunziata, non si cancella con un vaffanculo. Forse ci sono più cose fra cielo e terra di quante non ne veda la filosofia di Grillo

  • Gianni Fabbris

    Caro Bastiano,
    vedo che fai una difesa della Lista Tsipras accorata, probabilmente dall’nterno di un impegno che starai profondendo nel percorso di costruzione della sua proposta e che rispetto con affetto ma, permettimi, non giova, di fronte alle critiche, rispondere con un atteggiamento proprietario e sprezzante.
    “del tuo voto di default la Lista Tsipras non sa cosa farsene”….. sai quante volte ho sentito e visto atteggiamenti e frasi di questo tipo a sinistra? Si, probabilmente il mondo sta cambiando: prima dovevamo sopportarle dalle segreterie di turno ora le dobbiamo sentire da chi le segreterie critica ma usa argomenti troppo simili. Il problema non è di forma ma di sostanza.
    Te lo dico fraternamente con l’intento di farti riflettere e ti consiglio prudenza. Non ti conosco e tu non conosci me, suppongo. Ti dico solo che la mia critica viene dall’interno della militanza sociale che in questi anni non ha mai interrotto le ragioni di un lavoro per ricostruire la sinistra politica, da un versante di lotte e impegno che subisce i vuoti e i ritardi di una discussione a sinistra sia fra le sue componenti organizzate che quelle sociali diffuse.
    Non una parola sul Mezzogiorno, sul Sud, non una sulla terra, non una sulle grandi questioni dell’agricoltura di cui l’Europa consuma le più grandi responsabilità.
    Dentro la capacità di Siriza di attrarre consenso (che conosco bene e non per sentito dire) c’è, per esempio, tutta la sua elaborazione e la conseguente messa in campo di percorsi e proposte su questioni strategiche per il popolo greco come la Politica Agricola e quella sul Mediterraneo e sui Sud dell’Europa.
    La sinistra italiana (non la lista L’altra europa per Tsipras) ha su queste questioni enormi ritardi. Sarà per questo che Tsipras nel primo intervento pubblico che ha fatto in Italia ha esortato a mettere al centro dello sforzo in Europa quello di cambiare le Politiche Agricole (che sono il 50% del budget di spesa e l’unica politica messa in campo oltre quella monetaria con cui dobbiamo fare i conti).
    Mi aspettavo una capacità di cogliere l’appello e di trovare spazi e percorsi per affrontare questioni come questa che sono strategiche per il Sud e il Mezzogiorno, l’Italia nel Mediterraneo. Magari la messa in campo di un tentativo che nessuna segretria politica ha, negli anni scorsi, voluto affrontare.
    E’ ovvio che la Lista Tsipras non ha colto questi terreni di iniziativa, probabilmente non poteva perchè, nonostante le tue petizioni di novità, è semplicemente espressione dei nostri limiti più che della nostra capacità di guardare in avanti; non lo ha fatto, semplicemente perchè a sinistra c’è una totale assenza su questioni che io considero assolutamente strategiche per una grandissima parte dei cittadini di questo Paese. Non ci sono proposte, non ci sono candidature, non ci sono strumenti e obiettivi capaci di parlare a quanti vivono la crisi nel Mezzogiorno e sono colpiti dagli effetti delle politiche europee sul Sud e sulle aree rurali.
    Dunque, perchè ti risenti? Ritieniti soddisfatto del fatto che quanti di noi sono impegnati su terreni che la sinistra “politica” (anche nelle forme nuove) voteranno e fanno votare la lista pur non avendo argomenti e strumenti per convincere quei soggetti con cui lavoriamo tutti i giorni come invece ha Tsipras in Grecia.
    Il tuo problema non è convincere chi le lotte le fa ma chi vive la crisi. Io non so cosa sarà di questa esperienza e non mi convince affatto la tua dichiarazione di fede “il nostro movimento sarà ancora li dal 26 Maggio in avanti”. La ho sentita con la Sinistra Arcobaleno (squagliata), poi con Ingroia (Squagliati), la ho sentita e vista nelle alleanze elettorali per le elezioni regionali in Sicilia (squagliati).
    Una cosa è certa: quanti di noi da sempre conducono l’impegno politico nelle istanze sociali continueranno ad esserci. Il resto lo vedremo.
    Con amicizia
    Gianni Fabbris – coordinatore nazionale di Altragricoltura e portavoce del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche

  • Niogenes the Cynic

    La tua analisi del PD è giusta. E’ un comitato di affari, anticomunista, ed è quello che pensano tutti i delusi dalla sinistra e tanti di quelli che – purtroppo – votano M5S (un movimento composto da molta gente che ha simboli fascisti nella propria bacheca FB, è contro gli immigrati, quando addirittura non arriva a dire che verrà a prendere le “zecche rosse” casa per casa dopo la vittoria alle elezioni, altro che “Berlinguer! Berlinguer!” – vedi il video in un Grillo interloquisce col capo di Casapound davanti al Viminale > http://mcaf.ee/rhlue). Detto ciò non capisco la tua ultima frase. Capisco le perplessità in merito a questa ennesima lista fatta di fretta e furia, capisco le perplessità per quella gente come i tipi di SEL che in realtà vorrebbero solo rifare l’Ulivo ed entrare nelle giunte, ma… non venirmi a dire che la Lista Tsipras è un mezzo con cui il Capitalismo abbatte gli ostacoli che si frappongono alla sua piena vittoria… Ad ogni modo, visto che di programmi politici si è parlato poco, visto che tutto è diventato un Derby Grillo – Renzi, allora è il caso di valutare un po’ le proposte politiche. Dai un’occhiata al programma http://www.sinistraecologialiberta.it/notizie/dieci-buoni-motivi-per-votare-la-lista-laltra-europa-con-tsipras/

  • Niogenes the Cynic

    Sì, OK per gli auspici di rigenerazione e la rabbia contro gli apparati dei vari ex partitini che cercano di risorgere, ma questa è la logica del “tanto peggio, tanto meglio” applicata alla sinistra… La sinistra è morta perché non ci sono più attivisti, strutture. Tutto quello che è stato sfasciato dal gruppo ex FGCI del PCI (i vari D’Alema, Fassino, Veltroni etc) era frutto di un lavoro di quasi 150 anni da Marx in poi. Provate a riorganizzare una forza anticapitalista dal nulla, oggi, senza sedi in cui incontrarsi, fondi, pratiche condivise, linguaggi comuni etc. Se fate morire la sinistra ora, sarà finita per sempre. Ragionateci un po’. Sarà la Babele stile 5stelle, in cui tutti dicono tutto e il contrario di tutto, e chi non è d’accordo: Decapitatelo! Insomma, la fase hèbertista che porteà a qualche forma di autoritarismo. Magari cybernetico, ma sempre autoritarismo sarà.

  • Niogenes the Cynic

    No, Hutter. Questo non è vero. Al PD le Larghe Intese piacciono perché sono il prezzo da pagare ai poteri forti dell’Economia europea e mondiale per poter stare al governo di questo Paese coloniale. E cmq anche se riuscissero a fare un governo da soli, attuerebbero le stesse politiche neoliberiste.

  • Luciano Book

    è andata bene in francia???