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Internazionale

Niente da festeggiare per i dannati del tessile

Bangladesh. Un triste primo maggio per le vittime del crollo del Rana Plaza. Benetton ammette di aver avuto in passato rapporti con le aziende ospitate nell'edificio, ma assicura: "Non ce ne laveremo le mani"

La mano di un operaio tra le macerie del Rana Plaza

La mano di un operaio tra le macerie del Rana Plaza

Il primo maggio del Bangladesh oggi si chiama Rana Plaza, l’edifico crollato una settimana fa e in cui sono rimaste sepolte centinaia di vittime e le ambizioni dell’industria tessile del paese, il maggior polo di sviluppo e profitto ma anche la causa di altrettanti drammi. Un dramma che ha coinvolto anche molte aziende occidentali, che in Bangladesh delocalizzano le produzioni. Qualcuno ha fatto spallucce. Altri, come la canadese Loblaw e la britannica Primark hanno ammesso di essere clienti di alcune delle fabbriche ospitate nel palazzo e hanno proposto una compensazione alle famiglie delle vittime. Altri hanno plaudito a un’iniziativa che...

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