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Nessuna svolta con Franceschini alla cultura

Lettera sul governo. Con il ritorno dell’artefice della peggiore riforma dei beni culturali e del cinema che si ricordi è evidente che manca il coraggio di cambiare

Dario Franceschini

Dario Franceschini

Non c’è proprio nessuna «svolta», non c’è davvero nessun segnale di «coraggio e ambizione» nel ritorno al ministero per i Beni e le attività culturali di Franceschini, l’artefice della peggiore riforma dei beni culturali e del cinema che si ricordi, colui che ha decretato ufficialmente la mercificazione della produzione artistica e del patrimonio culturale. Ed infatti la prima mossa del ministro renziano - a dissipare ogni dubbio sulle sue intenzioni programmatiche - è stata quella di riaccorpare il turismo al Mibac, cioè la cultura al mercato. Per segnare davvero una svolta nelle politiche per i beni e la produzione culturale,...

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