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Cultura

Nero Wolfe, il crimine è solo questione di stile

Letteratura poliziesca. Tornano in libreria per Beat le inchieste del detective. Nell'ultimo volume, con l’introduzione di Diego De Silva, il personaggio ritrova sua figlia. Due epoche del romanzo poliziesco si fondono intrecciate ad una scrittura rigorosa, attenta ai dettagli, curiosa e capace di cogliere di ogni contesto anche gli aspetti ironici e contraddittori. Wolfe riflette ad alta voce mentre Goodwin, il suo segretario e braccio destro, annota scrupolosamente ogni particolare su un taccuino

Tino Buazzelli e Paolo Ferrari nello sceneggiato tv tratto dai libri di Stout trasmesso dalla Rai dal 1969

Tino Buazzelli e Paolo Ferrari nello sceneggiato tv tratto dai libri di Stout trasmesso dalla Rai dal 1969

«Wolfe ripeteva spesso che questa era l’epoca perfetta per l’uomo sedentario: in precedenza un simile personaggio poteva appagare le sue legittime curiosità mettendosi seduto ed esaminando i tempi andati in compagnia di Gibbon, Ranke, Tacito o Greene, ma per incontrare i suoi contemporanei doveva mettersi per strada, mentre l’uomo moderno, stancatosi momentaneamente di Galba o Vitellio, doveva solo girare la manopola della radio e tornarsene in poltrona». È IL 1934 quando Rex Todhunter Stout, uno scrittore prossimo ai cinquant’anni che si era già cimentato con scarso successo con il romanzo d’avanguardia, dà vita alla figura di un investigatore privato destinato...

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