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Europa

Nemmouche, una tragica storia francese

Attacco al Museo ebraico di Bruxelles. In Francia arrestato un sospetto, da tre giorni in stato di fermo. Lupo solitario o pedina di un ingranaggio? Mehdi Nemmouche, che è stato quasi un anno mezzo a combattere in Siria con il gruppo Stato islamico in Iraq e nel Levante, non parla. Sarà estradato in Belgio. Si sarebbe radicalizzato in carcere in Francia. Allarme in Europa per gli islamisti che vanno a combattere in Siria: tra 3mila e 11mila europei avrebbero partecipato alla guerra a fianco dei ribelli, nei gruppi più radicali. I servizi in allerta al loro rientro in Europa

Mehdi Nemmouche, 29 anni, nato a Roubaix (Nord), era ieri al terzo giorno in stato di fermo, accusato di essere l’autore del massacro del 24 maggio scorso al Museo Ebraico di Bruxelles, dove tre persone sono state uccise (una coppia di turisti israeliani e una francese) mentre una quarta (un giovane impiegato belga) è in stato di coma. Il Belgio ha chiesto l’estradizione. Nemmouche non parla, ma nel bagaglio che aveva con sé sul pullman delle Eurolines Amsterdam-Marsiglia, che aveva preso per rientrare in Francia da Bruxelles, aveva delle armi, una video-camera e un video registrato, dove spiegava il suo...

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