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Cultura

Nell’Italia in giallo riaprono i musei e le mostre

Patrimonio. La pandemia e le chiusure forzate hanno però messo in evidenza i problemi sistemici, mai affrontati prima. Così le istituzioni culturali provano a ripensarsi

Una sala dei musei Capitolini

Una sala dei musei Capitolini

Dopo una lunga apnea e un’altalena di incertezze che non hanno permesso programmazioni a lungo raggio, lasciando spazio soltanto ad apparizioni in streaming, musei e istituzioni culturali riaprono nell’Italia in giallo, togliendo i lucchetti alle mostre allestite con ottimismo e poi rimaste al buio e provando a immaginare un futuro prossimo. Qualcosa, però, della loro identità è inesorabilmente andata in fumo e all’appuntamento con la «ripartenza» si arriva sofferenti, con dispositivi da riaggiornare e reti da lanciare nel mare agitato della comunicazione. La fruizione della cultura necessita, infatti, di un restyling profondo, non di facciata. La domanda che resta sospesa...

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