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Editoriale

Nel deserto delle urne

Matteo Renzi al voto per la regione Toscana

Se dopo le elezioni regionali erano suonati i campanelli d’allarme, dopo il voto comunale si sono messe all’opera proprio tutte le campane. Innanzitutto per Renzi e per il suo partito, che adesso non prova neppure a minimizzare e parla apertamente di «una sconfitta».

La doppia batosta di Venezia e Arezzo, ventennali roccaforti del centrosinistra, colpisce il premier-segretario sia come presidente del consiglio che come leader di partito. Né Casson, un candidato che avrebbe dovuto fare il pieno dei voti di sinistra, né il renzianissimo Braccialli che avrebbe dovuto sfondare nel campo avverso, hanno avuto il consenso degli elettori. Al contrario, in Laguna come nella provincia toscana, sono stati premiati un imprenditore e un ingegnere, due portabandiera delle forze di centrodestra, esponenti della società utili a nascondere i partiti sotto il tappeto. Ha poco di che rallegrarsi il vivace Brunetta con Forza Italia che a Venezia non arriva nemmeno al 4%, e hanno poco da recriminare sulle divisioni quelli del Pd se proprio il partito è stato abbondantemente superato dalla lista di Casson.

L’altro elemento rilevante del voto è l’errore di sottovalutare l’avversario dandolo per sconfitto in partenza o considerandolo facilmente battibile. Come sempre, come fin dall’esordio del berlusconismo, a destra non trova casa il virus del tafazzismo, tipica patologia della sinistra, e quando è il momento le divisioni si annullano e il cartello si mostra compatto.

Il tafazzismo, invece, ha contagiato il Movimento dei 5Stelle, conquistato dal tanto peggio tanto meglio. Nella speranza di raccogliere i frutti che gli avversari (tutto il Parlamento) non sono in grado di riprendere. Ma questo riguarda il futuro. Qui e ora va detto che se il M5S strappa qualche importante comune segnando un’altra tappa del suo radicamento, resta che il Movimento soprattutto si distingue per fare da spalla al centro-destra. Come dimostra in pieno il caso Venezia.

Non votare Casson significa non sostenere un personaggio – un magistrato – e una politica – onestà e mani pulite – che rientra perfettamente nella cultura pentastellata. Se le scelte avvenute alle regionali erano oltremodo legittime – un’organizzazione che raccoglie un consenso ampio, deve essere ambiziosa – quella di non partecipare al ballottaggio veneziano è distruttiva e autodistruttiva.

Ma chi deve preoccuparsi più di tutti è il premier/segretario. Dopo questo importante voto amministrativo Renzi dovrebbe prestare meno attenzione alla grancassa mediatica che gli suona la serenata e avere maggior cura alla realtà del paese per quella che è. Se il Pd perde sia con un candidato di sinistra che con uno di destra, vuol dire che lo sfondamento al centro è una chimera e la riconquista di un consenso a sinistra un’illusione. Anche perché l’unico dato nazionale incontrovertibile, indiscutibile e apparentemente anche invincibile resta l’astensionismo. Che colpisce tutti, politica e antipolitica, destra e sinistra.

La fuga dalle urne e l’emorragia di voti del Pd smentiscono le magnifiche sorti delle furbizie costituzionali (l’Italicum) e delle scorciatoie liberiste (jobs act). Del resto la tragedia delle migrazioni, che attraversa i nostri territori mettendo in forse persino la frontiera dell’umana solidarietà, è testimonianza sufficiente per consigliare di tornare con i piedi per terra.

  • il compagno Sergio

    Condivido e sottoscrivo l’ottimo editoriale di Norma.
    Tanto peggio, tanto meglio…..ma non è detto che siano loro a raccoglierne il frutto.
    Ci sono già stati, nel corso della storia, personaggi che hanno giocato questo gioco i cui esiti sono talvolta sorprendenti.
    Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

  • RossoVeneziano

    Se il PD arretra figuriamoci SEL, scomparsa dal regno del visibile. Ma Renzi non doveva lasciare praterie a sinistra? Forse avete sbagliato l’analisi, compagni, se ad avanzare è solo il fascioleghismo, anche nella variante grillina. Il bagno nella realtà dovete farlo voi, inadeguati e perdenti da una vita.

  • Max lo scettico

    Quanta arroganza e quanta stupidità, in questo megafono della voce del padrone.
    Stammi bene adeguato e vincente (pochino) in una prateria disertata da più di 50% degli elettori.
    Roma brucia e i corifei intonano inni e laudi al loro capo divino, novello Nerone.

  • Riccardo

    Una sinistra filoamericana imperialista più di Berlusconi. E qui si parla ancora di berlusconismo. Una maschera.
    “Un alibi, il berlusconismo, per non individuare le contraddizioni sociali e politiche del mondo in cui viviamo. Attaccato a suo tempo per le puttane, mentre il vero obiettivo dell’attacco era l’autonomia dell’ENI, le amicizia con Putin e Gheddafi. Se il berlusconismo è vergognoso, l’antiberlusconismo è ancora più vergognoso.” Costanzo Preve.
    Renzi difende a spada tratta il maggioritario a due soli contendenti, seguendo gli statunitensi. Il linguaggio dei media quindi parla dei risultati elettorali usando la metafora dei risultati calcistici, dove le squadre sono sempre e solo due.
    Ancora più vergognoso l’atteggiamento dei quotidiani di sinistra che seguono tutto ciò.
    Norma Rangeri è dentro questa vergognosa sinistra, ferma alla sinistra di Veltroni & Co., filoamericana.
    Lasciamo Norma al suo mondo, inesistente, diviso tra destra e sinistra. 5 a 2, due a due, 7 a 1: gioca al totocalcio, Norma, e dimettiti.
    p.s. ha vinto l’astensionismo, per essere esatti. Pare che gli italiani abbiano capito. Si ringrazia, ancora, vivamente coloro che non hanno partecipato a queste vergognose elezioni. I veneziani non si sono bevuti la storiella del magistrato sinistro tutta legalità. E gli hanno fatto lo sgambetto. Per la seconda volta.

  • MarcoBorsotti

    A mio parere la sconfitta é stata esclusivamente del PD che non é riuscito a far dimenticare i tanti misfatti passati e recenti di cui si é macchiato a Venezia e nel paese pur avendo presentato una persona certamente onesta, ma come ha anche scritto Cacciari senza attrattiva per l’elettorato che infatti non si é presentato al voto. Incolpare il M5S di quanto successo mi pare sbagliato perché sembra soltanto un tentativo per scaricare su altri le colpe che invece sono soltanto interne al PD che ormai dimostra aver perso la fiducia del suo elettorato di riferimento.

  • Riccardo

    Stile Norma Rangeri: i contendenti devono essere solo due. Riferimento: gli USA. Sono felice che finalmente si comprenda la linea del PD (altro che “renzismo”…). Norma (e il Manifesto, a questo punto) sono disonesti. Non ci ingannano con i termini “berlusconismo”, “renzismo”, “tafazzismo” e quant’altro si inventeranno per distoglierci dalla realtà dei fatti politici.

  • petercap

    Capisco la frustrazione e la rabbia della Rangeri nel vedersi (lei ed il Manifesto) scavalcati dai cambiamenti della politica italiana . Non riuscendo a rappresentare piu’ alcunche’ , sperano nel Landinismo , o nel Civatismo ,ecc. e, nella rabbia di perdere un ruolo ideologico , alla fine cercano di trovare nel M5s il solito caprio espiatorio per la loro impotenza . Questo paese e’ nel vortice della destra anche grazie a discorsi conservatori come quello della Rangeri; Invece di creare un’alternativa vera e reale sulla base di una riflessione SERIA su quello che e’ stato il ruolo della sinistra negli 20 anni , si continua a bruciare l’orto degli altri . Sel sta morendo proprio per questo e agli altri residui della cosidetta sinistra “radicale” sono gia’ stati asfaltati da Veltroni L’africano e sono gia’ spariti nella ricerca di una poltrona .Su Casson (sicuramente persona degnissima e nessuno lo mette in dubbio) e’ stato spiegato il perche’ di una scelta , ma nella logica della Rangeri che vede solo il bipolarismo (come ha fatto Renzi per il quale l’unica opposizione in Italia e’ la destra, ) prevale si il tanto peggio tanto meglio (ma sotto il suo punto di vista) . Con questa logica si dovrebbe appoggiare anche Marino se per questo.Per questa mentalita’ , Il problema sostanzialmente , non e’ l’M5s , (al loro posto poteva esserci anche Ghandi), ma il concetto stesso che qualcosa non possa cambiare se non con il solito stereotipato percorso fatto di sistemi politico/partitici , di elaborazioni pseudo/intellettuali che non hanno portato altro che all’ipocrisia istituzionale …

  • http://hygimia69.blogspot.com/ ironorehopper

    Spiace per Casson, ma si presentava con la ”ditta” sbagliata. Con quel ”marchio” non lo si poteva votare. Perchè – pur essendo brava persona – il suo risultato sarebbe stato un punto di vantaggio per l’orribile governo Renzi. E questo a molti non va bene. Soprattutto a chi si è visto sbattere in faccia il nuovo ISEE, la nuova Scuola, il nuovo Lavoro e molte altre novità immiserenti. Perchè – ed è qui che la Rangeri non sembra capire – non si può parlare di sinistra in Italia – adesso – quando milioni di persone sono in povertà e si vedono ancora prendere quel poco che gli resta.

  • Marco Antoniotti

    Cara Norma Rangeri

    ti è sfuggita l’imbarcata da parte di Casson di Giavazzi e Co.?

    Va bene fare le analisi sociopolitico-giornlistiche, ma esistono i cosiddetti “minimi sindacali”. Io non risiedo a Venezia, ma di sicuro non do’ il voto ad uno che ha dimostrato di non capire una mazza di economia dato che imbarca uno che non ha capito una mazza di economia.

    A presto

    Marco Antoniotti

  • RossoVeneziano

    Bravo, goditi il compagno Brugnaro che di economia ha capito tutto. E goditi le grandi navi.

  • RossoVeneziano

    Non mi frega di quanta gente vota, per cambiare le cose devi governare e per governare devi vincere. Chi diserta le urne non ha voce in capitolo.

  • Marco Antoniotti

    Caro RossoVeneziano

    puoi fare tutta l’ironia che vuoi. Uno che sceglie Giavazzi come consigliori, ha gravissimi problemi di comprensione di come stanno le cose. Come minimo ha gravissimi problemi di comprensione di come e perché ha vinto le primarie.

    Nel frattempo, puoi continuare con il tuo menopeggismo. Lo stesso che ci ha portato dai miglioristi a Renzi, via Giavazzi e Monti.

    Contento tu…

  • Carmine Crocco

    Hanno inciso mafia capitale, che a torto è considerato solo un fenomeno che riguarda il PD, la riforma della scuola, la sentenza sulle pensioni, anche se quella sentenza per una buona fetta riguarda i superpensionati, l’affare mose, gli immigrati, e anche in qualche misura le riforme che non sono equilibrate. Può anche andare bene l’italicum, ma a quel punto non abolisci il Senato. Io dico fa una camera di 300 deputati eletta con l’italicum e un senato di 300 senatori eletti con proporzionale puro. La camera vota la fiducia al governo, la legge di bilancio, i decreti e le leggi che riguardano la concreta amministrazione dello Stato. Il senato fa leggi in materia di bioetica, diritti civili, ha le commissioni di vigilanza, elegge consiglieri rai, può modificare con propria iniziativa le leggi della camera, purché non incidano sul bilancio dello stato. Indica una terna di nomi, qualificati, tra cui il governo sceglie i presidenti delle autorità di vigilanza.

  • giopge

    Riuscite ad essere paitiani come e peggio dei renziani Liguri. Cara Langeri, forse non riesci a capirlo perchè non hai mai votato liberamente, ma il voto non appartiene ai ras dei partiti o del M5S. Il voto è libero. E ovvio che parlo del mio. E io, uno che si FINGE di sinistra, e assolda Giavazzi, NON LO VOTO!