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Italia

Nel Cpr di Milano la quarantena nega il diritto alla difesa

Detenzione amministrativa. La denuncia di quattro associazioni: «Se le autorità non possono garantire i diritti in questione i Cpr devono cessare la propria attività»

Proteste davanti al Cpr di via Corelli contro il trasferimento dei migranti

Proteste davanti al Cpr di via Corelli contro il trasferimento dei migranti

L’isolamento sanitario ha impedito alle persone trattenute nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di via Corelli, a Milano, di incontrare per due settimane i propri avvocati e quindi esercitare il diritto alla difesa. È la denuncia dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), dell’organizzazione di volontariato Naga, della campagna Lasciatecientrare e della rete Mai più lager-No ai Cpr. «Se le autorità competenti non possono garantire i diritti in questione anche in vigenza dei protocolli necessari per la tutela della salute delle persone trattenute, del personale e dei legali, i Cpr devono cessare la propria attività», affermano le associazioni....

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