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Cultura

Nawal al Sa’dawi, quella vita contro l’oppressione

RITRATTI. Addio alla scrittrice, psichiatra e femminista egiziana che è stata protagonista della lotta contro l’infibulazione. Più di 50 i suoi libri tra saggi, romanzi, opere teatrali, tradotti in oltre 20 lingue. Tra i più noti c’è «Firdaus». L’impegno contro il fondamentalismo le era costato minacce e condanne di apostasia da parte dell’autorità sunnita di Al Azhar, costringendola a lasciare il paese

Un ritratto di Nawal al Sa’dawi, foto di AP

Un ritratto di Nawal al Sa’dawi, foto di AP

Con il kajal e il rossetto di una prostituta aveva scritto sulla carta igienica gli appunti che saranno pubblicati con il titolo Memoirs from the women’s prison. Nawal al Sa’dawi, finita in carcere nel 1980 con l’accusa di «crimini contro lo stato» per essersi opposta all’accordo di Sadat con Israele, non si è mai arresa. E nemmeno in carcere ha perso la creatività e la speranza, consapevole com’era che «niente è più pericoloso della verità in un mondo che mente». Nella stessa cella c’era Farida an Nakkash, anche lei giornalista e femminista. Per mantenere alto il morale si erano fatte...

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