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L'Ultima

Napoleone era nero*

Ottant’anni dalla pubblicazione di "The Black Jacobins" di C.L.R. James. Mentre l’oblio del passato coloniale genera nuovi mostri e un delirio di massa su presunte «invasioni» dal sud del mondo, quel libro continua a influenzare l’immaginario e le lotte, e chi lotta continua a riscoprirlo. Non a caso uno dei rivoluzionari di Toussaint, uno qualunque, è divenuto il logo di Jacobin. E quel lascito non cesserà di spaventare i padroni

Compie ottant’anni The Black Jacobins di C.L.R. James, saggio storico tra i più influenti del ventesimo secolo, nonostante la sua influenza continui a suscitare imbarazzo, a essere rimossa o sminuita. È ancora incandescente la vicenda ricostruita – la rivoluzione haitiana guidata dall’ex-schiavo Toussaint L’Ouverture – ed è ancora drastica la riconsiderazione della tradizione rivoluzionaria che, fin dal titolo, il libro esorta a intraprendere. Ispirato nella struttura e nello stile alla Storia della Rivoluzione russa di Trotsky, e scritto tendendo l’orecchio alle proteste internazionali contro l’invasione italiana dell’Etiopia, The Black Jacobins fu pubblicato nel 1938. L’anno che segna l’inizio della sconfitta...

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