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Cultura

Nadeesha Uyangoda, indagine intorno al colore degli italiani

TEMPI PRESENTI. Intervista all’autrice di «L’unica persona nera nella stanza», per 66thand2nd. Sospesa elegantemente tra il memoir e il reportage, la storia di una giovane brianzola nata in Sri Lanka. «Ho scoperto cosa significa non riconoscersi nella percezione degli altri: si è un corpo alieno e straniero. Non si è mai solo se stessi, si rappresenta qualcosa: l’ultimo caso di razzismo, l’immigrazione, l’integrazione. La riforma della cittadinanza è la partenza. Solo l’inizio perché si riconosca un’identità multiforme, non basata sull’essere bianchi»

Nella foto la scrittrice Nadeesha Uyangoda

Nella foto la scrittrice Nadeesha Uyangoda

Pensare che il suo libro racconti una sola storia sarebbe fare torto all’acume e alla sensibilità che l’autrice dimostra pagina dopo pagina. Certo, in L’unica persona nera nella stanza (66thand2nd, pp. 174, euro 15) Nadeesha Uyangoda ripercorre prima di tutto la sua vicenda di bambina nata in Sri Lanka e cresciuta, fin dalle elementari, a Nova Milanese, in Brianza. Ma ciò che si staglia oltre l’orizzonte personale, certo anche doloroso, ma sempre intriso di affetto, scoperte e speranza, è la consapevolezza di una normalità negata, per quanto affermata con forza dalla vita vera, che non riguarda solo lei. In un...

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