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Cultura

Nadav Eyal, le radici del mondo globale nell’età dei lumi

L'intervista. Parla il giornalista israeliano autore di «Revolt», per La nave di Teseo. Un viaggio dentro il malessere che nutre i populismi e interroga la democrazia e i processi internazionali. L'autore spiega che «se per l'antischiavista Frederick Douglass, "senza lotta non ci può essere alcun progresso", la risposta alla crisi attuale è ribadire l’origine del futuro che vogliamo»

Particolare da «Shifting degrees of certainty» di Ilit Azoulay

Particolare da «Shifting degrees of certainty» di Ilit Azoulay

La tesi alla base di Revolt. La ribellione nel mondo contro la globalizzazione (La nave di Teseo, pp. 556, euro 22, traduzione di Chiara Spaziani) del giornalista israeliano Nadav Eyal, già vincitore del Sokolov Award, il Pulitzer locale, non potrebbe essere più netta. Di fronte alla crisi manifesta della globalizzazione, alla sua incapacità di garantire prosperità e diritti a tutti, far cadere anche per gli individui e non solo per merci e flussi finanziari ogni sorta di muro o barriera, affrontare concretamente il tema del clima e dell’ambiente prima che, e la pandemia in atto sta lì a dimostrarlo, sia...

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