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Alias Domenica

Nabokov, genio e pregiudizio, un militante dell’oltranza

Classici russi. Pensate alla fine degli anni Quaranta per gli studenti della Cornell University, le «Lezioni di letteratura russa» tornano, da Adelphi, a riproporre il caotico montaggio di mirabili idiosincrasie

Mikhail Vasilevich Nesterov, «Monastero», 1920 ca.

Mikhail Vasilevich Nesterov, «Monastero», 1920 ca.

Esplorare il laboratorio dei grandi classici dell’Ottocento russo può essere il miglior pretesto per illustrarci il proprio. E quando abbiamo a che fare con Nabokov, non sorprende che il narcisismo risulti il più affilato degli strumenti critici. Tornano in una nuova traduzione le sue leggendarie Lezioni di letteratura russa (Adelphi, p. 467,€ 24,00), viaggio disinvolto e coinvolgente come pochi tra testi notissimi – dal Cappotto alla Morte di Ivan Il’ic – raccontati dall’interno e nelle pieghe più recondite, alleggeriti in qualche modo dalla patina del classico e svelati nella loro essenza di perfetto congegno. Invitandoci a condividere «non le emozioni...

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