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Alias Domenica

Murakami sul crinale che separa il reale dall’irreale

Narrativa giapponese. Un pittore lasciato dalla moglie, un quadro choc, i presagi della casa, gli scarti temporali: «L’assassinio del commendatore», da Einaudi

Veduta di un tipico Ryokan giapponese  a Kyoto

Veduta di un tipico Ryokan giapponese a Kyoto

La domanda posta dai romanzi e dai racconti di Murakami Haruki coincide con la soluzione narrativa più ricorrente: la linea di separazione tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Il limite sottile, mai fisso, piuttosto sinuoso e sfuggente, tra due dimensioni all’apparenza inconciliabili. La protagonista di 1Q84 (traduzione di Giorgio Amitrano, Einaudi, 2011) avvertiva di trovarsi in un mondo «deviato su un altro binario», e scopriva che la seconda luna comparsa in cielo, un po’ più piccola e verdastra, era il segno non di una realtà parallela, ma di «una ramificazione» dell’anno 1984. E la vicenda,...

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