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Politica

Muore Luigi Lucchini, dietro di sé lascia un deserto industriale

Siderurgia. Nelle mosse dell'imprenditore bresciano la parabola dell'industria italiana: profitti privati, perdite pubbliche

Manifestazione operaia contro la chiusura delle Acciaierie

Manifestazione operaia contro la chiusura delle Acciaierie

I numerosi sostenitori lo vezzeggiavano definendolo il “re dell'acciaio”. Gli operai della Magona e delle Acciaierie coniarono invece per lui l'appellativo, ben più appropriato, di “padrone delle ferriere”. Luigi Lucchini se n'è andato, a 94 anni, e almeno a Piombino non si piangeranno lacrime per la sua dipartita. Nei vent'anni in cui ha guidato il secondo polo siderurgico italiano sono stati assai di più i drammi, occupazionali e ambientali, e le tragedie sul lavoro, rispetto agli investimenti necessari per assicurare un futuro alla cittadella dell'acciaio. Che oggi infatti sopravvive a stento, fra multinazionali (Arcelor) intenzionate ad abbandonare la Magona al...

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