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Internazionale

Mugabe non c’è più, ma lo Zimbabwe non cambia

Elezioni. Il delfino-golpista Mnangagwa presidente, ma vince con uno scarto di un misero (e sospetto) 0,8%. L’opposizione: «Abbiamo le prove dei brogli». Futuro di instabilità e repressione

Festa ad Harare dopo l’annuncio della vittoria risicata e controversa del leader del Zanu-Pf Mnangagwa

Festa ad Harare dopo l’annuncio della vittoria risicata e controversa del leader del Zanu-Pf Mnangagwa

Dopo un’attesa interminabile, i risultati delle elezioni zimbabwane che si sono svolte lo scorso 30 luglio alla fine sono arrivati ieri in piena notte e purtroppo vanno a dare ragione ai pessimisti. Non è a causa del fatto che Emmerson Mnangagwa, candidato dello Zanu-Pf, partito al potere dal 1980, è stato dichiarato vincitore con 50,8% dei voti contro il 44,3 % ottenuto dal suo principale avversario, il giovane impetuoso Nelson Chamisa, divenendo così il primo presidente eletto nel paese dopo Robert Mugabe. Ma è per via delle condizioni nelle quali ha ottenuto questa vittoria. È vero che lo Zimbabwe entra...

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