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L'inchiesta

Mose, il mostro della Laguna

Venezia. Crolla la facciata del Veneto. Fondi neri, finanziamenti occulti, concussioni e complicità, la grande opera di Venezia, la più costosa del Paese, è marcia. Trentacinque gli arresti: ai domiciliari il sindaco Orsoni (Pd), accusato di finanziamenti illeciti; chiesto l’arresto per l'ex governatore, e deputato di FI, Galan

Il Mose di Venezia

Il Mose di Venezia

Come (e peggio) di vent’anni fa: un «sistema» parallelo alla gestione del Mose, la Grande Opera per eccellenza. Trentacinque gli arresti e un altro centinaio di indagati disposti ieri nell’elenco firmato dai pm Stefano Ancilotto, Paola Tonini e Stefano Buccini. Tra i nomi «eccellenti» spiccano quello del deputato di Forza Italia Giancarlo Galan - ex governatore e ministro, attuale presidente della Commissione Cultura della Camera per cui servirà l’autorizzazione - e del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni (Pd) ristretto ai domiciliari. Ma insieme ai politici è collassata l’architettura delle complicità: manager, funzionari pubblici, professionisti, consulenti, finanzieri, vecchi marpioni e nuovi...

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