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Mosca abbandona il dollaro ed «entra» nell’euro

Dopo le sanzioni Usa. Il rublo ha perso in un mese il 10% del suo valore, resta debole e assai vulnerabile ai dati macroeconomici: l’inflazione è destinata a crescere dal 3,1 al 3,4% mentre l’aumento del Pil resterà abbondantemente sotto il due per cento. L’ancoraggio alla nostra moneta sembra ora la prospettiva russa per stabilizzare l’economia e sostenere l’urto di nuove sanzioni americane

C’è poco da scherzare sui guai di Trump con le sue amanti. Li pagheranno infatti fuori dagli Usa con una stretta verso la Russia (nuove sanzioni), la Turchia, la Cina (con i dazi) e anche verso l’Europa. Così Putin corre ai ripari elevando l’euro a moneta di riferimento degli scambi economici e commerciali al posto del dollaro. Qualche vantaggio dalla mossa di Mosca potrebbe venire anche agli europei. Per capire che le cose non vanno per il rublo basta dare uno sguardo ai mercati. Il rublo ha sfiorato ieri quota 69 per un dollaro, facendo registrare il suo valore più...

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