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Italia

Monoclonali, la prudenza di Magrini: «Sbagliato generare aspettative irrealistiche»

Intervista. Dopo lo scontro sugli anticorpi monoclonali, parla il dg dell’Agenzia italiana del farmaco: «Ci sono studi di piccole dimensioni, pubblicati di recente e studi ancora in corso che mostrano stime incoraggianti nei pazienti in fase precoce di malattia ma basate su pochi dati»

I laboratori di Latina dove vengono prodotti gli anticorpi monoclonali di Eli Lilly; in basso Nicola Magrini

I laboratori di Latina dove vengono prodotti gli anticorpi monoclonali di Eli Lilly; in basso Nicola Magrini

Il dibattito intorno agli anticorpi monoclonali ha creato divisioni tra comunità scientifica, classe politica e opinione pubblica che non sarà facile recuperare. Ha rischiato di farne le spese l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che nella pandemia ha avuto un ruolo scomodo: da un lato favorire l’accesso alle cure, dall’altro vigilare affinché l’emergenza non fosse il pretesto per introdurre farmaci poco sicuri o inefficaci. A guidare l’agenzia in questo frangente è stato Nicola Magrini. Prima di dirigere l’Aifa era il responsabile del dipartimento di farmaci essenziali all’Oms. Tra le sue competenze, verificare che l’uso di un farmaco risponda solo alle evidenze...

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