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Editoriale

Milano, per 14 vigili 112mila ore di lavoro a perdere

Diecimila candidati hanno passato la giornata al concorso per diventare uno dei nuovi 14 nuovi vigili urbani di Milano. Se hanno dedicato due giorni per prepararsi, sono già state utilizzate 30 mila giornate di lavoro. Dalle foto si vedono tanti stewart e vigili urbani in servizio che hanno supervisionato l’evento. Se fossero stati uno per ogni cento candidati, dovremmo aggiungere altre 100 giornate di lavoro. A ciò si aggiunge la fatica dei Commissari. Supponendo che la Commissione sia composta solo da cinque Commissari, e che per valutare ciascuno ci voglia solamente un’ora, possiamo dedurne che saranno impiegate 50.000 ore di lavoro , ossia ulteriori 6.250 giornate di lavoro. Possiamo stimare che per selezionare 14 vigili urbani sono state necessarie almeno 30.000 più 100 più 6.250 che fa 36.350 giornate di lavoro.

Quante giornate lavoreranno i nuovi assunti? Se lavorassero per 40 anni di fila per 200 giorni l’anno (avranno senz’altro scartato gli assenteisti), avremo un totale di 112.000 giornate. Un terzo del totale impegno di lavoro dei 14 vigili urbani è già stato impiegato per selezionarli. Abbiamo insomma assistito ad un inutile dispendio di risorse pubbliche.

Si può evitare di convocare 10 mila persone che aspirano semplicemente ad un posto di lavoro sapendo che per almeno 9986 di loro è stata una perdita di tempo? Può il settore pubblico offrire opportunità che non siano ancora più risicate di quelle del più infimo dei Gratta&Vinci? Speriamo solo che non ci siano ricorsi al Tar con ulteriori giornate di lavoro per giudici e avvocati e, chissà, addirittura la cancellazione del concorso. E speriamo che chi legge questa nota non ci metta più di cinque minuti, perché anche il suo tempo potrebbe essere stato sottratto a più fruttuose attività.