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Visioni

Mia Hansen-Løve, «filmo solo per amore»

Cinema. La scrittura, la scelta di girare in 35 millimetri, i luoghi, i Daft Punk, una conversazione con la regista

Mia Hansen-Løve

Mia Hansen-Løve

Fare cinema a soggetto può sembrare un paradosso per chi, come Mia Hansen-Løve, nutre un’«ossessione per la verità» ma è proprio nelle vie percorse per trovare il vero attraverso la messa in scena che è nato un linguaggio personale. Sempre alla ricerca della luce e della distanza giuste con cui filmare oggetti, luoghi e corpi, il suo è un cinema che affonda le radici nell’esperienza personale, famigliare, ma anche nella sua personale esperienza del cinema stesso: da un lato, la nouvelle vague di Truffaut e Rohmer, dall’altro Melville, Visconti e Bergman cui rende omaggio nel suo prossimo Bergman Island, «un...

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