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Alias Domenica

Meraviglie bizantine, con l’eco di Parsifal

Classici russi. «Da Venezia a Palermo», note a margine del soggiorno italiano datato 1910, una fuga amorosa con la moglie

«Nella vita di un simbolista tutto è simbolo. I non-simboli non esistono»: con questa formula perentoria, Marina Cvetaeva collocava l’esistenza terrena di Andrej Belyj sotto il segno di una fatale, irresistibile tentazione a trascendere il dato tangibile, trasfigurandolo in una realtà superiore, dotata di una sua intrinseca (benché inafferrabile) necessità. Una tendenza a squarciare il velo di Maia della percezione sensibile che nella poetessa moscovita non poteva che suscitare un moto di comprensione empatica: lo testimonia il saggio del 1934 Uno spirito prigioniero, dove Cvetaeva tratteggia un ritratto del collega certamente più solidale e lusinghiero rispetto a quelli consegnati alla...

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