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Politica

Martina resta precario, Renzi rivince

Democrack. L'ex leader Pd impone l'accordo e lascia l'asemblea. «Congelato» il congresso, non c’è una data. Evitata la rottura, ma dalla platea fischi e «buuuh»

Andrea Marcucci, Maurizio Martina e Graziano Delrio

Andrea Marcucci, Maurizio Martina e Graziano Delrio

Dopo una notte e una mattina di trattative serrate che fanno slittare l’inizio dell’assemblea nazionale di quasi di due ore, nel Pd arriva l’ennesimo accordo fra maggioranza e minoranze. Ma è un accordo fra correnti armate fino ai denti. All’apertura, fra i tumulti della sala dell’Hotel Ergife di Roma, il presidente Orfini, - implacabile nonostante i fischi e i «buuuh» di una platea non aggiornata sugli accordi dei capicorrente - mette al voto il cambio di ordine del giorno. È il contrordine: non si eleggerà un segretario - come chiedeva il reggente Martina per sé -, non si deciderà la...

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