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Internazionale

Manette carioca per Facebook

Internet. La magistratura brasiliana fa arrestare uno dei vicepresidenti del social network. La decisione presa dopo il rifiuto di collaborare all’interno di una inchiesta sul narcotraffico. Dopo quello tra Apple e Fbi, è un nuovo capitolo dello scontro tra le major della Rete e alcuni stati nazionali. La posta in gioco è il rispetto della privacy

Dopo Apple con l’Fbi, è la volta di WhatsApp a entrare in rotta di collisione con uno stato sovrano. Ieri, un giudice brasiliano ha deciso di far arrestare il vicepresidente per l’America Latina di Facebook, proprietaria di WahatsApp, per aver rifiutato di collaborare con le forze di polizia in relazione alle richieste di accedere ai messaggi scambiati usando il servizio di messaggeria in relazione a una inchiesta sul narcotraffico in uno degli stati del Brasile. Tutto ha inizio con una indagine che coinvolge alcuni narcotrafficanti operanti nello Stato di Sergipe (il Brasile è uno stato federale). Il giudice chiede a...

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