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Alias Domenica

Luzi-Sereni, due modi di captare la vita

Il carteggio 1940-’82 da Aragno, a cura di Francesca D’Alessandro. È il fiorentino «ermetico» a ritrarre a più riprese le inclinazioni del luinese con delle «istantanee»:

Giorgio Morandi, «Natura morta», 1953

Giorgio Morandi, «Natura morta», 1953

«Prigioniero dal luglio ’43, pregoti scrivere non appena occupata Emilia a Maria Luisa Sereni – Felino di Parma comunicandole mio indirizzo e rassicurandola mia sorte. Sto bene, spero esserti compagno lavoro futuro. Ricordami a tutti. Scrivimi o fammi scrivere. Ti abbraccio». A ricevere queste righe, a Firenze, è Mario Luzi. A scriverle, il 20 ottobre del 1944, è «Vittorio Sereni Tenente 81-I-51461 (...) NATO USA PRISONER OF WAR», e il luogo è Oran, nel nordovest dell’Algeria. Lo stesso luogo su cui si chiudeva una breve poesia dello straordinario libro di guerra di Sereni, il Diario d’Algeria, del 1947: «Non sanno...

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