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Internazionale

L’«uomo popolo» sfida l’«uomo stato». E perde

Russia. Putin esprime da sempre un’incolmabile distanza dalla «gente». Navalny ha denunciato i «ladri e i corrotti» assumendo però posizioni nazionaliste e xenofobe

Chissà se Boris Eltsin aveva immaginato, il giorno in cui decise di affidare a Putin la guida del governo e poi quella della Russia, che l’ufficiale serio e distaccato seduto all’altro angolo del tavolo, uno passato per le caserme dei servizi segreti e le stanze spoglie dei burocrati di Leningrado, sarebbe rimasto al potere per 20 anni, diventando per di più il simbolo di un’epoca. Allora Putin doveva ancora compierne 50. Era rimasto alla larga dai lussi della politica sino a quel punto, neppure per un giorno il suo nome era finito sulle locandine dei quotidiani. Ma quando i russi...

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