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Alias Domenica

Luiz Ruffato, sempre la stessa assenza da una vita mai ritrovata

Narrativa dal Brasile. Due i fili lungo i quali corre l’ultimo romanzo dello scrittore brasiliano, «il passato della memoria e il presente della città»: «La tarda estate», ora tradotto da La nuova Frontiera

Carlos Moreira, Guarujá, 1990

Carlos Moreira, Guarujá, 1990

«Strada senza ritorno, errori che portano ad altri errori, e cinquantatré anni buttati al vento. È questa la vita?» si chiede Oséias, il protagonista di La tarda estate, l’ultimo romanzo dello scrittore brasiliano Luiz Ruffato (tradotto lodevolmente da Marta Silvetti, La Nuova Frontiera (pp. 239, € 17,50). Fin dalle prime pagine, l’intreccio presenta l’impietoso bilancio di vita di un uomo che torna a Cataguases – cittadina dell’entroterra brasiliano – per fare i conti con il suo passato, e per riannodare «i fili che legano l’inizio e la fine», immerso nell’irrimediabile apatia di un’esistenza senza futuro. Come nell’incubo che apre il...

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