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Cultura

Luisa Carnés, la consapevolezza della ingiustizia

ITINERARI CRITICI. A proposito di «Tea rooms. Operaie della ristorazione», edito da Alegre. Dalla esperienza come cameriera della scrittrice madrilena, nasce nel 1934 il suo «romanzo-reportage». Alla fine della guerra civile spagnola andò in esilio in Messico dove morì nel 1964

Un ritratto di Luisa Carnés

Un ritratto di Luisa Carnés

Se ci atteniamo alla cronologia, Luisa Carnés (nata a Madrid nel 1908) dovrebbe far parte della Generazione del ’27 in cui si inscrivono tra gli altri García Lorca, Dalí e Rafael Alberti, ma sappiamo che non aveva alcun legame con quel gruppo eterogeneo e con le donne straordinarie che ne facevano parte: presenze femminili poi sottovalutate o cancellate, e tornate di recente alla ribalta grazie al libro di Tània Balló Las sinsombrero, il cui titolo si rifà al comportamento «scandaloso» di due giovani pittrici, Maruja Mallo e Margarita Manso, insultate dai passanti madrileni quando decisero di togliersi ostentatamente il cappello...

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