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Internazionale

L’uccisione di Soleimani spariglia le carte afghane. Ed è caccia ai Talebani filo-Teheran

Equilibrio precario. Kabul stretta tra Washington e il vicino iraniano. Intanto i droni americani avrebbero colpito mullah Nangyalai, con le solite conseguenze letali sui civili

Mullah Nangyalai in una foto del 1979

Mullah Nangyalai in una foto del 1979

L’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani spariglia le carte afghane, mette a rischio il processo di pace tra Washington e i Talebani, ha già prodotto nuovi morti civili e costringe a piroette diplomatiche il governo di Kabul, diviso tra due spinte contrapposte. Da una parte un alleato strategico come gli Stati uniti, primo e principale finanziatore del governo e delle forze armate, che in Afghanistan dispone di basi militari e del più nutrito contingente di tutta l’area, tra i 12 e 13mila uomini. Dall’altro il vicino Iran, Paese con cui condivide solidi legami politici, culturali ed economici, oltre a un...

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