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Reportage

Lubjana srotola fili spinati, ai ferri corti con Zagabria

Profughi. Il governo sloveno di Miro Cerar alza un «muro» al confine croato. È ancora tensione tra polizie. E arriva il monito croato: ritirate la barriera dal nostro territorio

Il filo spinato al confine croato

Il filo spinato al confine croato

Hanno fatto presto i genieri dell’esercito sloveno. I pali di ferro entrano facilmente nella terra soffice della Bassa Carniola. I rotoli di filo spinato si srotolano velocemente. Due sotto, uno sopra. Si lega il tutto ed è fatta. Il muro antiimmigrati sloveno cresce in fretta. In poche ore il chilometro che va da Veliki Obrez al valico di Rigonce è coperto. Un poliziotto ci dice: «Fate attenzione, questa mattina un fotografo si è tagliato». Punte acuminate, lame affilatissime, in grado di infliggere serie ferite: sono le famigerate barriere antiuomo, quelle che siamo abituati a vedere nei film sulle carceri americane...

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