closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
1 ULTIM'ORA:
Editoriale

L’onda populista

«O con me o contro di me», sapendo che chiunque, «professoroni» o «benaltristi» oserà contraddirmi dovrà vedersela con la furia «dei cittadini, delle famiglie, di chi ha sempre pagato e ora si aspetta che a pagare siano i politici». L’appello al popolo è l’arma atomica brandita da Matteo Renzi contro le voci che criticano la sua riforma costituzionale approvata, all’unanimità, dal consiglio dei ministri.

Il ricatto del capo del governo ha dalla propria parte la forza d’urto dei fallimenti della classe dirigente, a cominciare da quelle forze intermedie, partiti e sindacati, che si riferiscono alla sinistra. E dunque vale la pena prendere questo toro per le corna, come ha fatto nei giorni scorsi Maurizio Landini nel corso di una manifestazione a Marzabotto. Il segretario della Fiom raccontava di essere stato fermato per la strada da un automobilista che gli chiedeva di dare una mano a Renzi. Proprio a lui che, sia sulle riforme costituzionali che del lavoro, ha sostenuto posizioni contrarie. «Come rispondiamo? Chiedendo qualche tavolo? E con quale forza di rappresentanza?».

Le parole di Landini spiegano meglio di tanti discorsi a che punto siamo e perché Renzi non è un coniglio uscito dalle primarie del Pd, ma un prodotto della crisi della politica, della sinistra, del sindacato. E spiegano perché l’opposizione dei costituzionalisti firmatari dell’appello contro la nuova Costituzione disegnata dal governo (tra i quali molte firme del nostro giornale) può facilmente essere bollata come una ridotta di parrucconi contrari al cambiamento.

Osservare che una riforma della Costituzione come quella presentata dall’unanime governo, combinata con una legge elettorale ipermaggioritaria, può determinare che il solo partito di maggioranza abbia mano libera, è bollato come un attentato al riformismo. Le voci dissonanti, da quelle del presidente del senato a quelle della sinistra radicale, è denunciato dal coro della grande stampa e dai tg come pericoloso disfattismo. Sul sito di repubblica.it, a proposito del decreto sul lavoro, il 29 marzo si poteva leggere la cronaca sui «i due punti intoccabili» del governo con la chiosa «così Renzi tenta di mettere ordine alle scomposte posizioni del suo partito». Un esempio di slittamento del linguaggio che annovera le opposizioni alle proposte del segretario-presidente come fuoco amico.

L’onda populista che spinge i giornali a farsi bollettini dei sondaggi, con gli editorialisti che vogliono salvarci dalla brace di Grillo e Casaleggio per friggerci sulla padella di Renzi, è cresciuta nel paese insieme e proporzionalmente all’arretramento della sinistra fino all’annullamento, culminato con la crisi economica, di qualunque visione non di alternativa, o di “equilibri più avanzati” come si sarebbe detto nella prima repubblica, ma dell’idea stessa di una democrazia costituzionale.

  • Messina Paolo

    È l’inizio della fine.

  • Fabio

    personaggio frutto dell’ignoranza più corrotta:ma io me la prendo con quei CO**IONI(qualche familiare che l’appoggia ce l’abbiamo tutti..)a cui chiedi -..ma qualche tempo fa non lo odiavi?non lo detestavi?- e loro – si,ma bisogna AVERE IL CORAGGIO di sposare la linea del PARTITO.
    ME NE VERGOGNO E MI DISSOCIO:avete rovinato il paese e perseverate senza sosta:SCONFESSATEVI e abbiate il coraggio di dire CAZZO,HO SBAGLIATO:NON C HO CAPITO UN CA**O FINO AD ORA! avrete dei nipoti:solo per quello..

  • Michele Anunziata

    Se fosse stato di nuovo Berlusconi? Molto è più ancora degli
    annunci e proclami a mezzo stampa e “girotondini”. Invece Renzie è di sinistra:
    che si fa? Si fa quel che dice come Ezio Mauro dalla 7 ier sera, non c’è
    dubbio: una bella serpe covata a “sinistra” che il Nipotezio Bildeberg Letta
    pare di Ere fa. Uno squasso che neanche il compassato televisivo Grasso può più
    di tanto. Arma di distrazione di massa che il Renzie come cane rabbioso s’avventa
    ovunque (a chiacchiere altrove alias soldi in busta paga) deve portare a casa a
    qualsiasi costo che le europee sono a breve e pure le amministrative: Scalea
    docet.

    Certo poi quel massaggio cerebrale al teledipendente che vuole, pure, e da
    Landini (stranamente vilipeso dalla GCIL della Camusso a mezzo stampa Unità) dia
    una mano all’esecutore testamentario di Licio Gelli P2 notorio Piano Solo, il
    farlocco di Firenze Renzie dimostra la crisi irreversibile, triste solitaria e
    finale della cosiddetta sinistra di governo ma più in là pure quella radical
    chic: Le Pen docet.

  • Federico_79

    Bell’ articolo. Aggiungerei che l’ “annullamento” di una “visione di alternativa” (cioé in ultima analisi la caduta dell’ URSS) é proprio la condizione che permette oggi di aggredire la costituzione.

  • mario chiari

    come faccio a partecipare, non sembra che la id+pw per accedere a ilmanifesto mi permettano di rispondere. Perchè un secondo account?

  • aramix

    Basta col compiangere gli elettori PDiretti e( per giunta perseveranti) e sempre in fila ai gazebo ( che beeeeeeella legge dice il gregge ) !!
    Mica glielo ha ordinato il dottore di votare il bambolotto delle banche……
    O forse sono stati obbligati da mitra puntati ?

    Chi è causa del suo mal ,pianga sè stesso…….

    P S : prima di parlar di populismo in casa d’altri, sarebbe meglio guardare nel recinto elettorale post-com ( milioni di persone votano ancora pd) e fare tanto de-condizionamento, de-mitizzazione, e molto altro ancora

  • mario

    ovviamente no, ma è vero che finita l’URSS tutta l’esperienza post PCI è di lenta agonia di sopravvisuti.
    La domanda è se sarebbe stato meglio usare la fine dell’URSS come occasione per accettare le ragioni del sorpasso a sx, cioè recuperare le ragioni della sx antistalnista/a-comunista, da Saragat e Salvemini fino a Craxi, + eretici vari della sinistra comunista, e giocare la partita della costruzione di un partito laburista italiano.

  • http://libri-cinema-cultura-societa.blogspot.it Ulisse Nemesi

    Non appena Renzi si brucerà, e ciò avverrà di certo, non osa immaginare con quale scusa tenterà di restare aggrappato alla politica. E’ arrivato fin lì strombazzando troppo per ritirarsi mestamente. Ma la vera domanda è: la sinistra partorirà qualche altro orrore? Per quanto riguarda il M5s dopo Grillo non vi è nulla; a destra dopo Berlusconi ci sarà una sorta di diaspora, tra nostalgici e critici (come fu nel post-Craxi); ma la sinistra cosa si inventerà per deludere ancora i suoi veri elettori?

  • mario

    Cara Norma,
    tutto molto giusto e vero, ma solo di questo si tratta?
    Dalla caduta extraparlamentare (e forse extranazionale) di Berlusconi, il paese è in uno stato di sostanziale sospensione delle procedure costituzionali, con diverse violazioni, ultima ma non unica quella di una maggioranza parlamentare dichiarata di fatto illegittima dalla Corte Costituzionale. (E chiaramente, se Grillo fosse riuscito a superare Bersani, la CC avrebbe prontamente trovato il modo di annullare parte del voto e il premio di maggioranza, non facciamoci illusioni.)
    Il panorama politico attuale vede il definitivo fallimento dell’area degli atlantici-berlusconiani di tramutare la rendita dell’anomalo fenomeno di Berlusconi nella creazione di un radicato polo repubblicano (nel senso elefantino stelle e striscie) dei ceti abbienti, secolarizzati e mercatofili. A sinistra l’ultima generazione con familiarità moscovita è riuscita – anche miracolosamente – a sopravvivere a se stessa e arrivare ancora in sella ad età di pensione, sostanzialmente continuando a pensare come prima, peggio nella versione postcomunista cinica, ancor più peggio in quella ipocrita di riduzione della storia a santini agiografici multimediali. Ma il penoso flop della non-vittoria mostra oltre ogni ragionevole dubbio che da lì chiaramente non verrà la nuova generazione di ceto politico popolare, e anche giustamente così. Il mancato sorpasso a sinistra nei primi anni 90 (se non prima) e la dissoluzione estrema e financo sorprendente di ogni sinistra storicamente anti-sovietica (e forse anche l’attacco di Capaci) hanno reso nel nostro paese le prospettive del formarsi di un ceto politico di sinistra geneticamente estraneo alle influenze dei totalitarismi del XX secolo (la cruna da cui prima o poi dovremmo passare) il gravoso compito per i nostri figli. Così ovviamente il paese reale si volge lentamente, controvoglia al centro, cioè ai cattolici, benchè (anomalia nella anomalie) senza votarli ma aspettando che da qualche provincia esca il personaggio che sfonda il video. In effetti quello che in Renzi si cerca di far incarnare è un golpe cattolico, imporre il consenso con il governo, e qualche trucco contabile. L’abolizione del Senato in salsa neogeobertiana, e la riduzione della Camera, se va bene, a un sinodo di cooptati, non solo conferma la matrice culturale del simpatico personaggio ma individua le linee di fondo: difesa del ceto politico diffuso, indifferenza ad ogni dottrina della divisione dei poteri, antigarantismo. Abile e sfrontato nascondere queste linee di fondo dietro parole che dicono l’esatto contrario: il ballottaggio di cui parla non farà nascere un reale bipolarismo, ma ne affosserà definitivamente i timidi tentativi di fine secolo scorso, riportando in auge una pratica di gestione trasformistica che aspira a permeare il declino dell’Italia per i prossimi venti anni almeno.
    Wow!

  • Russeau

    La forza di Renzi è quella che ha portato Mussolini al potere. Non sto dicendo che Renzi sia fascista, ma le modalità della comunicazione son quelle: slogan che piacciono ma senza significato.
    Crozza mi darà ragione.