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Visioni

«Lolita Lobosco», l’altrove apolide di uno sceneggiato

Televisione. Le polemiche sulla «baresità» della miniserie Rai, quattro episodi tratti dai romanzi di Gabriella Genisi

Sarebbe piaciuto a Gozzano, forse non tanto il tessuto di immagini in sé, la sceneggiatura, la struttura del prodotto (neppure più telefilm ma impasto maturato dentro i meccanismi di produzione postindustriale, palinsesto trito per quanto collaudato messo sotto gli occhi della signorina Felicita) quanto lo squarcio domestico che prefigurano gli episodi di Lolita Lobosco: tutta una canizie avvolta in scialli lanuti, riscaldati dagli odori di cenere, di scorza, d’agrumi che esalano dai bracieri o dai camini; o i coniugi che finito di cenare - i noccioli di nove olive di numero ancora nel piatto - s’accoccolano sui divani cobalto e...

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