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Internazionale

L’Occidente condanna l’attacco, ma non le sue cause

Palestina. Il segretario di Stato Kerry accusa l'Anp di incitamento, Bruxelles il fallimento della soluzione a due Stati. Dietro, decenni di occupazione militare e violazioni

Poliziotto israeliano a Gerusalemme

Poliziotto israeliano a Gerusalemme

Il mondo condanna l’attentato alla sinagoga di Gerusalemme. I quattro morti israeliani, uccisi da due palestinesi armati, hanno sdegnato tanti governi, gli stessi che fingono che la violenza che sta investendo la Città Santa sia frutto di una rabbia estemporanea e non di decenni di occupazione militare e abusi. Da settimane Gerusalemme è nell’occhio del ciclone, teatro di omicidi commessi da estremisti israeliani e di auto palestinesi lanciate sui pedoni alla fermata del tram. Fatta di centinaia di arresti, raid della polizia, attacchi contro la moschea Al-Aqsa, quartieri chiusi, adolescenti bruciati, autisti dell’autobus impiccati, accoltellamenti. Non sono pochi quelli che...

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