closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
1 ULTIM'ORA:
Editoriale

Lo spot subliminale di faccia d’Angelo

“Ué, datemi cinque negri che vi fermo il mondo!”. L’Angelo Ciocca da San Genesio ed Uniti, una delle tante capitali della Lega nella bassa lombarda, ha avuto un’altra idea geniale delle sue. Questa volta, dopo essersi fatto riconoscere per aver preso a martellate una slot machine, e dopo aver tentato di introdurre un’asina in consiglio regionale per dialogare con Renzi, ha assestato un nuovo duro colpo al buon gusto e all’intelligenza.

Ha confezionato uno spot per vincere alle europee senza far vedere il culo, solo la faccia. L’idea, reclutare cinque immigrati che balbettano una sacrosanta verità davanti alla telecamera: l’Italia fa schifo, dunque, cari amici che state affogando nel mediterraneo, statevene a casa vostra (e non venite a romperci a noi altri che in qualche modo ce l’abbiamo fatta) – quando si dice la solidarietà tra gli ultimi. Pare che il video messaggio verrà fatto circolare urbi et orbi per dissuadere l’umanità in fuga da guerre e disastri dal farsi un giretto dalle parti di San Genesio. Questo è il cuore del “progetto di respingimento della clandestinità” che l’Angelo Ciocca si è impegnato a portare sui banchi di Bruxelles, mentre il suo capo, Matteo Salvini, senza tante sofisticherie si sta facendo dare del “buffone” e del “razzista” in giro per il sud Italia.

Lo spot non l’ha pensato Oliviero Toscani, eppure, bisogna ammetterlo, esprime una sua forza comunicativa che parla anche agli italiani. Ai cinque figuranti colorati prestati al leghismo, con regolare permesso di soggiorno, certo non mancano solidi argomenti. Che in Italia si faccia la fame ormai lo sanno anche gli amici pallidi del Ciocca e non solo i profughi eritrei, e inoltre che siamo il paese più straccione d’Europa insieme a Spagna e Grecia non c’è bisogno di sentirselo ripetere in tutte le lingue. Infine, che “ormai l’Italia” non possa “offrire più niente a nessuno” ce lo dicono un giorno sì e l’altro pure anche il Censis, l’Istat, la Banca d’Italia e, ogni tanto, perfino Susanna Camusso. Tant’è che i migranti, quelli che riescono a non annegare nel silenzio del mare nostrum, non hanno nessuna intenzione di restare prigionieri nelle gabbie dei nostri centri di detenzione. Scappano anche da noi.

Prova ne è che a Milano, senza bisogno della simpatica pubblicità regresso di stampo razzista, solo otto dei cinquemila siriani transitati alla Stazione Centrale hanno chiesto di rimanere nel paese che ha dato i natali a un tipo come Angelo Ciocca da San Genesio. Uno dei giovani leghisti più votati di Lombardia. Andatevelo a vedere nel gran finale in crescendo dello spot, guardate la sua faccia che certo non sta morendo di fame, ecco il colpo di genio dei creativi padani con la bava alla bocca, il messaggio subliminale in grado di scoraggiare anche il peggiore degli scafisti: quel volto che assomiglia a tantissimi altri, che in qualche modo ci somiglia, fa venire una gran voglia di andarsene da questo paese.