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Editoriale

Lo sguardo corto dei 5 Stelle

Pizzarotti e Grillo in una foto del passato

In pratica una sentenza di espulsione su un caso inesistente. La cacciata dal Movimento 5Stelle del sindaco di Parma Federico Pizzarotti decisa dal Blog di Beppe Grillo è un colpo basso, anche se sferrato dall’alto dei vertici pentastellati.

Il primo sindaco dell’era grillina è stato sospeso perché non avrebbe informato (lo staff? Il direttorio? La Casaleggio associati?) di un avviso di garanzia.

Nessuna discussione, nessun confronto, solo una mail (anonima) e in 24 ore la decisione di buttarlo fuori.

Nessuna valutazione di merito (il sindaco si sarebbe macchiato della grave colpa di aver scelto due persone stimate e competenti per il teatro della città), piuttosto la plateale rappresaglia nei confronti di un sindaco con il grave difetto di svolgere il mandato ricevuto dai cittadini. È così evidente la pretestuosità della motivazione, usata per risolvere i conti in sospeso tra Pizzarotti e Grillo, che è anche probabile che la scelta di buttarlo fuori dal Movimento, si riveli alla fine un boomerang destinato a colpire proprio chi lo ha lanciato.

È in così forte, stridente contrasto con il trattamento invece riservato all’altro primo cittadino pentastellato, il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, che già un altro sindaco, Fabio Fucci di Pomezia (nel Lazio) ha criticato la sospensione esprimendo la sua solidarietà a Pizzarotti.

Che, del resto, non ha alcuna intenzione di dimettersi e anzi spiattella le ripetute richieste di incontro con i vertici, sempre respinte al mittente.

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Non c’entra nulla, in questo caso, la questione dell’onestà o il contrasto con la magistratura che, nella circostanza, ha dato corso a un atto dovuto seguito a un esposto, tra l’altro proveniente da un esponente locale del Pd, cioè da un avversario politico.

C’entra invece, moltissimo, una pratica ondivaga che tratta diversamente figli e figliastri del Movimento, che non sa come gestire i problemi che gli amministratori devono affrontare spesse volte, e sono i casi sia di Livorno che di Parma, ereditando il governo di città condotte malissimo dalle giunte precedenti.

La campagna elettorale non esprime certo il meglio della cultura politica delle forze che si danno battaglia in queste settimane in molte città italiane, non è un bello spettacolo quello in corso tra Pd e 5Stelle a caccia dell’ultimo voto. Soprattutto se il duello è ingaggiato in nome dell’onestà, in un paese dove ogni giorno vengono a galla episodi di corruzione e trasformismo come quello che coinvolge in questi giorni una grande città come Messina, con arresti per malversazioni e legami con mafie e massoneria. Dove su 14 esponenti del Pd, in 11 sono passati armi e bagagli a Forza italia e la città rischia il collasso.

Ma del resto è noto che in nome dell’onestà e della lotta alla corruzione, in politica, nel passato come oggi, si combattono opache battaglie di potere.

  • roccosiffredi

    Articolo confuso e contraddittorio. Pizzarotti viene prima considerato espulso poi sospeso o buttato fuori: sono cose diverse o no? Pizzarotti non ha informato gli stessi che ha invece informato Nogarin: semplice, no? Ed è quella la valutazione di merito. E le richieste di incontro a cosa dovevano servire? Se il sindaco intendeva pubblicizzare l’iniziativa giudiziaria non doveva far altro che fare un post in rete sulla sua pagina o quella del comune. Punto. Non ci sono figli e figliastri: solo chi fa il furbo e chi si comporta correttamente. E Pizzarotti non l’ha fatto: le sue critiche rivelano le sue priorità: che non sono il M5S ma se stesso.

  • fabnews

    La resa dei conti per il pluricondannato Grillo si avvicina….
    Quando tutta questa gente che si e’ fatta eleggere col suo simbolo arrivera’ al secondo mandato, allora comincera’ finalmente a sputarlo, visto che col suo famoso simbolo non potra’ mai piu’ ricandidarsi…
    Lo dimostra Pizzarotti in questi giorni, che non riuscendo piu’ a vedere un proprio futuro col movimento del pluricondannato, comincia a rilasciare interviste in cui spiega quanto schifo fanno le non-regole del liquid-movimento….

  • Bruno Franchi

    Il Sindaco Pizzarotti, per il rispetto verso i cittadini e del M5S quando era arrivato l’avviso di garanzia, doveva prendersi la responsabilità di fare una semplice cosa: Scannerizzare il documento e caricarlo nella sua pagina Facebook e istituzionale per informare prima su tutti, i cittadini di Parma e i cittadini italiani. Nogarin lo ha fatto subito. Questa e la trasparenza che deve avere un sindaco 5Stelle. Il Resto sono tutte giustificazioni che causano solo divisioni e rancori (e si danno ingenuamente in pasto alla Peste Emozionale Organizzata che se la ride e contrattacca scientificamente con i suoi mezzi di informazione), perché non si è scelto la strada maestra della Democrazia diretta di informare prima di tutto i cittadini, i datori di lavoro del M5S. La Democrazia diretta viene prima di Grillo, il direttorio, e i parlamentari, i sindaci, consiglieri, che sono i portavoce dei cittadini. Se non si informano prima i cittadini, non è più democrazia diretta.

  • fabnews

    tu sei uno di quelli recidivi che non vuole ammettere che i grillini eletti hanno tutti la coscenza sporca, con o senza avvisi di garanzia…
    L’m5s e’ un partito padronale, anti-democratico, con regole selvagge da jungla amazzonica… e Grillo e’ un soggetto distruttivo, che vuole vendicarsi della classe politica che lo ha cacciato dai teleschermi e lo sta facendo sfruttando una massa di incensurati disoccupati disposti a tutto pur di guadagnarci una poltrona….