closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Cultura

Lo scozzese prigioniero del mercato

Saggi. «Adam Smith. Morale, jurisprudence, economia politica» di Adelino Zanini. Considerato il progenitore del neoliberismo, è stato invece un acuto e irrequieto interprete del nascente capitalismo industriale

Una statua di Adam Smith

Una statua di Adam Smith

Adam Smith è il più citato e il meno letto tra i maestri dell’economia. Che lo si legga, o meno, il filosofo scozzese resta uno dei più fraintesi, insieme a Karl Marx che di Smith ha criticato l’idea del mercato e la sua idea ispiratrice: l’individualismo etico. Tre sono i miti che hanno trasfigurato l’eredità di un pensatore illuminista che credeva nel valore dell’esperienza e non negli apriori della morale, nella sperimentazione delle passioni contro il congelamento della vita nelle verità eterne. Smith sarebbe stato un sostenitore della capacità di autoregolazione del mercato, il teorico della famosa «mano invisibile»: la...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi